Vertenza TUA, D’Alessandro replica ai sindacati

Camillo D’Alessandro, consigliere regionale delegato ai trasporti, passa al contrattacco sulla vertenza TUA. e lo fa indirizzando una frecciata ai sindacati. Una replica ad accuse velate e dirette che gli erano state rivolte da qualche organizzazione dei lavoratori. Oggi, attraverso un comunicato, D’Alessandro prende posizione e ribadisce che “le riforme si fanno per chi lavora e per gli utenti, non certo per assurde lotte di posizionamento e di rivendicazionismo tra sigle sindacali, spesso motivate dalla battaglia di tessere all’interno di T.U.A. le quali non sanno fare altro che minacciare e attuare scioperi che poi finiscono col danneggiare l’utenza e il diritto alla mobilità degli abruzzesi. Non c’è un motivo resistente per perpetuare lo sciopero – stigmatizza il delegato ai trasporti -, anche in ragione del fatto che i problemi posti legittimamente nei confronti di T.U.A. e Regione Abruzzo sono stati tutti risolti o avviati a soluzione. Primo, le risorse: è stato ripristinato tutto il fondo 2015 grazie al lavoro di riaccertamento di economie che ho operato all’interno del settore, come del resto sono al lavoro per ripristinare il più possibile il fondo 2016. Secondo: questa settimana sarà depositato il progetto di legge sui servizi minimi che potrà andare in discussione al prossimo consiglio regionale, legge mai approvata anche nel totale disinteresse di alcuni sindacati che prima non ne avevano fatto ragione di Stato ed oggi assumono tale materia a pretesto e giustificazione della propria azione. Terzo: con la nomina del direttore generale si potrà procedere alla definitiva riorganizzazione di T.U.A. e dare corso ad attività mai in passato diventate priorità – ma che per noi lo saranno – quali la lotta all’evasione. La verità – conclude D’Alessandro – è che tutti dovrebbero ricordarsi da dove siamo partiti, ovvero dai libri in tribunale, dal fallimento prossimo di ex Arpa al taglio dei fondi dovuti alle penalità per gli anni 2012 e 2013. Mi auguro che, finita la fase della protesta, inizi quella della proposta”.

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