Trasporti: alla Cerella si va verso lo sciopero. TUA, presa di posizione dell’UGL

Incontro insoddisfacente e problematiche ancora lontane dalla loro soluzione. FIT CISL, la UILTRASPORTI e la FAISA CISAL Abruzzo, hanno quindi deciso che la vertenza  aperta sulle Autolinee Cerella proseguirà presso la Prefettura di Chieti. La posizione è stata assunta dai segretari Generali FIT CISL Alessandro Di Naccio, UILTRASPORTI Giuseppe Murinni e FAISA CISAL Luciano Lizzi alla luce dell’ultimo confronto tra sindacati e azienda. In una nota, viene rimarcato come in seguito all’insediamento del nuovo Presidente di Autotrasporti Cerella s.r.l., Angelo Pollutri, le tre sigle “hanno ritenuto indispensabile attivare un tavolo su importanti tematiche relative al Trasporto Pubblico Locale in azienda, la cui discussione era stata da troppo tempo rinviata. I sindacati avevano già rilevato la limitata volontà da parte dell’Azienda di accogliere le richieste sindacali e di accordarsi con i normali strumenti della contrattazione e della concertazione. Si è rilevata, inoltre, la scarsa volontà Aziendale di garantire il buon andamento dei rapporti sindacali, pertanto hanno ritenuto improcrastinabile, per la tutela dei lavoratori, attivare la procedura di raffreddamento. La convocazione è pervenuta il 9 aprile scorso ed il primo incontro si è tenuto il 18 aprile, alla presenza delle OO.SS. e dei Rappresentanti dell’azienda”. I segretari generali FIT CISL Alessandro Di Naccio, UILTRASPORTI Giuseppe Murinni e FAISA CISAL Luciano Lizzi hanno insistito su tutte le problematiche presenti in azienda che danneggiano quotidianamente i lavoratori: il parco macchine inadeguato, le fermate non a norma, il controllo dell’evasione tariffaria inesistente, la pulizia delle macchine sempre più superficiale e la mancata consegna del vestiario estivo. Inoltre, hanno chiesto di migliorare l’organizzazione del lavoro, in particolare la rotazione e l’attribuzione dei turni, ed hanno chiesto, altresì, la definizione del premio di risultato, come previsto dal CCNL. Questioni, come detto, ancora aperte tanto che non è escluso il ricorso allo sciopero.

Sul fronte TUA, invece, c’è da registrare la presa di posizione del segretario regionale dell’Ugl, Giuseppe Lupo, che sottolinea il ruolo della sua sigla dopo “le recenti prese di posizione da una parte della ondivaga FILT-CGIL e dall’altra della inedita (ma non sorprendente) coalizione FIT-CISL, UILTRASPORTI e FAISA-CISAL, tutte improntate  a duri giudizi sull’operato dell’establishment politico regionale e dei vertici aziendali di T.U.A. S.p.A. tanto da dare luogo, dopo mesi di colpevole inerzia e di trionfalistici proclami, a ben due giornate di sciopero per il 13 ed il 27 maggio, squarciano il velo sulla reale situazione in cui versa la neonata azienda unica del trasporto pubblico abruzzese. Una realtà che U.G.L.-AUTOFERROTRANVIERI aveva colto prima degli altri per la semplice ragione che un sindacato come il nostro, costituito da gente libera e mai condizionata da interessi politici o di carriera, non aveva avuto alcuna remora ad individuare e denunciare le macroscopiche criticità, ingiustizie e contraddizioni che si addensavano tra le pieghe del nuovo contratto aziendale di secondo livello. Un accordo, va sottolineato, che, motivato da una oggettiva esigenza di armonizzare i diversi regimi contrattuali delle tre società originarie, ha finito invece per sancire un odioso ed inaccettabile sistema di sperequazioni economiche e normative che discrimina la maggioranza dei lavoratori determinando situazioni di sfrontato privilegio a favore di aree funzionali che evidentemente godono di maggior considerazione da parte del Gotha della politica regionale. Mentre il personale viaggiante su gomma veniva chiamato a duri sacrifici economici e normativi, la giunta regionale disponeva la riconferma di tutti i dirigenti in servizio prima dell’unificazione, creando all’uopo nuove aree dirigenziali create al solo scopo di giustificare il mantenimento in servizio di gente quasi tutta nominata dalla politica senza aver mai dovuto affrontare e men che meno superare la minima trafila selettiva. A fare da contraltare a tanto scialo di risorse si collocava l’umiliante trattamento riservato ai nuovi assunti, accettato senza colpo ferire da tutte le altre sigle sindacali, che oltre a ridurre drasticamente il livello retributivo di questi lavoratori, ne spalmava i relativi aumenti periodici entro una fase lavorativa lunga ben 12 anni. Il 26 ottobre dello scoso anno,  coloro che adesso scoprono di essere stati sedotti e abbandonati dal governo regionale rilasciavano alla stampa trionfanti e compiaciuti comunicati in cui definivano la chiusura del contratto “un risultato brillante” e si affannavano subito dopo a dar vita ad un referendum dai contorni imbarazzanti quanto a legittimità e trasparenza (mancata comunicazione all’U.G.L., assemblee seguite da votazioni-lampo, misteriosi criteri di custodia delle urne portate a spasso per tutto l’Abruzzo, spoglio avvenuto nella sede della regione(!)), che nonostante tutto registrava una significativa quota di lavoratori contrari all’accordo. A nostro giudizio ,Il complesso degli atti e dei comportamenti messi in atto in questi ultimi sedici mesi dalla Regione Abruzzo, in materia di trasporto pubblico locale, dimostra in modo inequivocabile la volontà politica di comprimere e neutralizzare i valori e le potenzialità pur presenti nel know-how aziendale e tutto questo malgrado i formali impegni a consolidare ed espandere operatività ed efficienza di un forte polo pubblico che in una regione socialmente diversificata come la nostra risulta essere il modello più confacente a rimuovere le profonde diseguaglianze di sviluppo dei territori. U.G.L. AUTOFERROTRANVIERI ABRUZZO registra e denuncia con forza la lenta e progressiva precarizzazione del complesso delle funzioni tecnico-amministrative interne a T.U.A. S.p.A., silenziosamente perseguita allo scopo di abbatterne efficienza e valore di mercato in modo da consentire  ai potenti raggruppamenti privati italiani ed europei di impadronirsi agevolmente e a buon mercato di posizioni concessorie appetibili e redditizie. Oggi le stesse organizzazioni sindacali sottoscrittrici del contratto aziendale lamentano di trovarsi davanti ad una Società “assai lontana da essere tra le 10 aziende di trasporto locale in Italia”, un soggetto quotidianamente indebolito e confuso che, lungi dal costituire come da proclami un modello di innovazione gestionale, si rivela il solito carrozzone penalizzato dall’immobilismo della politica e dalla inefficienza della propria dirigenza. Saltano agli occhi il gravissimo vuoto normativo regionale che più o meno consapevolmente consente  a ditte private di gestire servizi fortemente remunerativi a tariffe irrisorie come nel caso della L’Aquila-Roma, ma anche altre vistose distorsioni come la ormai cronica inefficienza  e vetustà  del parco-autobus, la carenza del personale di manutenzione, il blocco delle forniture per mancati pagamenti, la mancata riorganizzazione degli uffici, l’impotenza di fronte all’evasione: sono ben più di semplici indizi, ma prove certe di una pervicace e simulata volontà di estendere all’intera nuova società la fallimentare situazione in cui versava Arpa S.p.A., con più di un piede nel tracollo finanziario, mortificando professionalità e risorse e soprattutto rendendo del tutto vane le ingenti rinunce richieste ai lavoratori. A fronte di tale sconfortante quadro U.G.L. AUTOFERROTRANVIERI ABRUZZO conferma di voler continuare a lottare con la coerenza e la determinazione di sempre contro chi si propone la liquidazione dello storico e indispensabile ruolo del pubblico nel trasporto pubblico abruzzese e assicura ai lavoratori serrata vigilanza sui responsabili politici regionali e sullo stesso management aziendale affinchè si avvii una politica dei trasporti realmente razionale e rigorosa, a partire dall’assegnazione di posti di responsabilità a chi ha più competenza e preparazione e valutandone costantemente decisioni e risultati”.

Infine, Lupo rivolge un saluto al neo Direttore Generale di TUA S.p.A., Giuseppe Cassino, “che vanta un indiscusso curriculum professionale maturato in lunghi anni di impegno manageriale e accademico,  al quale garantiamo la nostra piena disponibilità ad intraprendere un nuovo corso di rapporti industriali che al contrario del passato sia improntato a criteri di lealtà e correttezza dialettica”.

 

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