Servizio Urgenza/Emergenza in affanno alla Asl2, la CISL FP chiede interventi

Mancanza di un piano unico sui dipartimenti d’emergenza e accettazione e su tutto ciò che riguarda la rete di Emergenza/Urgenza e 118, nonostante siano trascorsi oltre 5 anni dalla sua nascita. Le conseguenze sono che si procede a macchia di leopardo affrontando, in maniera disorganica, le problematiche via via che si presentano e adottando volta per volta i provvedimenti tampone.

Per questi motivi la CISL FP di Chieti ha deciso di scrive al Direttore dell’Asl Lanciano-Vasto-Chieti per denunciare le criticità dell’organizzazione del servizio, in particolare a Lanciano. “Nella Provincia di Chieti – dice il sindacato – siamo arrivati praticamente a concentrare le attività nei tre presidi che possono chiamarsi ancora ospedali a pieno titolo, con conseguente aumento della casistica di Urgenze/Emergenze presso i Pronto Soccorso di Lanciano, Vasto e Chieti. L’aumento dell’afflusso delle prestazioni presso i Presidi Ospedalieri di Chieti, Lanciano e Vasto non corrisponde un proporzionale potenziamento delle strutture superstite, né in termini di attrezzature, mezzi e né di personale. Tutto è lasciato alla buona volontà e alla coscienza dei singoli operatori che si prodigano alla meglio per sopperire a carenze organizzative e strutturali. Il personale infermieristico svolge attività di pronta disponibilità diurna nei giorni feriali, non prevista dal contratto di lavoro. Incongruenza già soppressa presso altri servizi dello stesso presidio e presso altre strutture dalla Asl. Il personale reperibile viene utilizzato non solo per vere situazioni di emergenza/urgenza, ma anche per il trasporto di pazienti che devono effettuare esami diagnostici programmati molto spesso da diversi giorni e/o dimissioni programmate. Di conseguenza si lascia scoperto il servizio per diverse ore e se in questo lasso di tempo si rende necessario attivare un trasporto in regime di Urgenza/Emergenza si tampona spesso con altro personale “reperibile per i trasporti ordinari” o altro personale in turno e, a volte, non idoneo e addestrato ad assistere pazienti di “Area Critica”. Tutto questo non rappresenta lo standard di sicurezza che bisogna garantire soprattutto ad un paziente  durante il trasporto. Si era prospettato già da più di un anno la necessità di programmare una formazione ad un Pool di Infermieri da dedicarli a questa mansione…! che fine ha fatto questa proposta? E fra pochi giorni la situazione diventerà ancora più “ingestibile”…visto l’avvicinarsi del periodo estivo e la fruizione delle ferie da parte del personale. LA CISL FP  chiede un intervento risolutivo e nel caso, entro breve tempo non si torna alla corretta applicazione delle norme che regolano il suddetto trasporto, si vedrà costretta a tutelare i lavoratori e le proprie prerogative sindacali nelle sedi competenti”.

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