Lanciano: la polizia arresta i fratelli Grigore

Non è stato facile catturarli, ma alla fine, con una brillante operazione congiunta tra Squadra Mobile di Chieti e agenti del Commissariato di Lanciano, due pericolosi malviventi sono finiti nella rete della polizia. Gli arrestati sono i fratelli rumeni Vasile Sebastian e Alexandru Daniel Grigore, rispettivamente di 19 e 24 anni, visi noti alle forze dell’ordine. Il loro cammino criminoso si è spesso intrecciato con quello degli investigatori e, probabilmente, anche per questo si muovevano sì con cautela, ma anche con astuzia e accorgimenti che li rendevano imprevedibili. Si spostavano da una parte all’altra della provincia, prendendo di mira plessi scolastici, soprattutto per rubare computer e altro materiale (vedi filmato), ma anche auto. Nel recente passato uno dei due era finito in un’altra indagine della polizia su furti di veicoli. Gli obiettivi preferiti dai due, scuole di piccole località. Ma si sa, la giustizia a volte è lenta, prima o dopo però arriva.

Giovedì è scattata la trappola, messa a punto da una attività d’indagine alquanto complessa proprio per la scaltrezza dei due che, in passato, sono riusciti a sfuggire alla cattura. La polizia si è messa sulle loro tracce e con pazienza ha atteso il momento opportuno ed è intervenuta dopo aver avuto il via libera del giudice per le indagini preliminari di Lanciano, Massimo Canosa, che ha risposto positivamente alla richiesta d’arresto dei Grigore avanzata dalla Procura. Giovedì scorso, gli agenti hanno intercettato il maggiore dei due fratelli, Alexandru Daniel, che girovagava in auto, risultata ‘pulita’, probabilmente per preparare un altro colpo. La polizia lo ha bloccato e arrestato. Poi, la seconda fase dell’operazione, la più complicata. Con il cellulare del fermato è stato inviato, in lingua madre, un messaggio a Vasile Sebastian, dandogli appuntamento sul lungomare di Fossacesia. Il giovane è arrivato nel posto prestabilito ma prima che scattasse la trappola, ha cercato di sottrarsi all’arresto, affondando il piede sull’accelerato della Smart, rubata, e sulla quale viaggiava. Il tentativo di dileguarsi però è andato a vuoto. Le auto civetta della polizia hanno praticamente chiuso ogni via di fuga. Vasile ha tentato di aprirsi un varco speronando i mezzi degli agenti, ma alla fine ha terminato la sua corsa bloccandosi nei ciottoli della spiaggia di Marina di Fossacesia. Circondato, nonostante la sua reazione, il giovane è stato immobilizzato e ammanettato. Oltre alla ricettazione, gli è stata contestata anche la resistenza all’arresto.

I dettagli dei fermi sono stati resi noti oggi in una conferenza stampa negli uffici della Procura di Lanciano, presenti il procuratore Francesco Menditto, il Questore di Chieti, Vincenzo Feltrinelli, il capo della Mobile di Chieti, Francesco Costantini, il dirigente del Commissariato di Lanciano, Francesco Lagrasta e alcune degli agenti che hanno preso parte all’operazione.

“Abbiamo dato un’altra dura risposta a chi commette reati che non risparmiano nemmeno baluardi di legalità come le scuole – ha detto Menditto, alla sua ultima conferenza come capo dell’ufficio di Lanciano, prima del trasferimento alla Procura di Tivoli. L’arresto dei fratelli Grigore va infatti ad aggiungersi a quelli operati a inizio mese nei confronti di tre rom del vastese -. Sono per l’accoglienza, senza dubbio una ricchezza e posso dire che qui l’integrazione è una bella realtà. Ma quando siamo di fronte a soggetti irrispettosi delle leggi, socialmente pericolosi, dobbiamo auspicare la loro espulsione dal nostro Paese”.

Particolarmente soddisfatto dell’operazione il Questore Feltrinelli, che nell’occasione ha sottolineato i risultati ottenuti grazie alla sinergia tra squadra mobile di Chieti e i commissariati di Lanciano e Vasto, grazie alla quale, nell’ultimo anno, è stata stroncata un’organizzazione dedita al traffico di droga, un’altra specializzata nello spaccio di monete false e scoperta una serie di reati finanziari e tributari, quest’ultima compiuta in concorso con la Finanza di Chieti.

Sui due Grigore i sospetti che siano gli autori di alcuni colpi messi a segno in plessi scolastici del chietino sono forti. I computer trovati in un appartamento di Chieti però sono stati decodificati e per questo, al momento, non è stato possibile risalire alla loro provenienza. Tra l’altro i due avrebbero agito indossando delle maschere.

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