Riapre il 4 giugno il trabocco caro a D’Annunzio

Dopo il crollo avvenuto nel mese di luglio del 2014, provocato da violente mareggiate, e la recente ricostruzione, ecco che arriva la tanto attesa inaugurazione ufficiale del trabocco di Turchino, tornato a nuova vita dopo il rifacimento delle strutture lignee portato avanti dal Comune di San Vito Chietino, proprietario della più famosa macchina da pesca della costa adriatica, descritta da Gabriele d’Annunzio nel romanzo “Trionfo della morte”. Il taglio del nastro è previsto per le ore 11.45 di sabato 4 giugno, nei pressi del trabocco situato sul promontorio dannunziano. Ma la manifestazione inizierà alle 10.30 con una conferenza del prof. Mario Cimini, docente presso l’Università d’Annunzio di Chieti e Pescara, dal tema “Sul promontorio dei sogni – Gabriele d’Annunzio, la terra vergine e San Vito”. Seguirà una lettura di alcuni versi del Vate declamati dall’attore Domenico Galasso, per ripercorrere il rapporto che ha legato Gabriele d’Annunzio al centro rivierasco e al leggendario trabocco. Dopo la conferenza si partirà quindi dal  promontorio  scendendo verso il trabocco Turchino per una passeggiata prima della cerimonia di inaugurazione.

«Un progetto di riqualificazione di uno dei simboli della cultura del nostro paese da salvaguardare e da conservare – ha detto il sindaco di San Vito, Rocco Catenaro – valore che si aggiunge a quello affettivo». Lo scorso mese di aprile il primo cittadino ha inviato una lettera alla Regione Abruzzo per una richiesta di finanziamenti da destinare ad interventi per la messa in sicurezza del trabocco di Turchino e dell’area circostante, al fine di limitare i danni causati dall’erosione marina.

«I fenomeni erosivi attivati dal mare in questa fascia costiera – ha aggiunto Catenaro – costituiscono una minaccia costante per il patrimonio ambientale e paesaggistico esistente. Il ritardo di un eventuale intervento pubblico di difesa della costa rischierebbe non solo di dilatare i costi, ma di danneggiare irrimediabilmente un ambito costiero di grande pregio, attrattore indiscusso di presenze turistiche e culturali di grande importanza per l’economia del nostro paese e per quella dell’intera Regione».

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