Ballottaggi: corsa per i nuovi sindaci ma gli inciuci pesano sugli elettori

Ultime ore di comizi, confronti e incontri, appelli e porta a porta tra i candidati in vista dei ballottaggi di domenica prossima. Quattro i comuni abruzzesi che dovranno scegliere il sindaco domenica 19 giugno, dopo il primo turno del 5 giugno scorso. A tornare alle urne saranno i cittadini di Lanciano, Roseto degli Abruzzi, Sulmona e Vasto. Le sfide sono sotto osservazione, soprattutto c’è da scoprire cosa accadrà a Lanciano e Sulmona. Iniziamo dal capoluogo frentano. L’alleanza stretta tra Errico D’Amico (37,87% al primo turno) con Tonia Paolucci (rimasta fuori dal ballottaggio col 22,67% dei voti), presentatasi con tre civiche poteva anche starci. In fin dei conti sarebbe potuto passare come un ‘ritorno a casa’ della Paolucci. Invece, tra le forze che hanno sostenuto la candidata al primo turno c’è pure Casapound. La campagna elettorale si è subito infiammata per il motivo che, In caso di successo della coalizione di centrodestra, un seggio in consiglio comunale andrà al responsabile cittadino del partito della destra radicale, Nico Barone. Una prospettiva che ha provocato la reazione del centrosinistra e del candidato sindaco Mario Pupillo, primo cittadino uscente, che al primo turno aveva raggiunto il 39,47%.

L’asse elettorale D’Amico-Paolucci è stato contestato da più parti: dai parlamentari del centrosinistra abruzzese, che  hanno chiesto l’intervento dei presidenti di Camera e Senato affinché “uniscano la loro autorevole voce, per stigmatizzare questa alleanza”, all’Associazione Nazionale Partigiani e, nelle ultime ore, dall’intervento promosso da uomini di cultura, professionisti, associazioni e semplici cittadini che, con hanno lanciato un appello rivolto a quanti vivono questa scelta come uno schiaffo alla memoria della città, insignita della Medaglia d’Oro al Valor Militare per la Resistenza. D’Amico, dal canto suo, parla di una montatura “ideologica” , sottolinea che con la Paolucci c’è stata l’intesa sui programmi e ricorda d’essere lontano da certa destra.

Da Lanciano a Sulmona con gli apparentamenti e gli appoggi che stanno dividendo Pd e Forza Italia. E’ il caso di Elisabetta Bianchi (7,27% al primo turno) azzurra che sosterrà Bruno Di Masci espressione del centrosinistra. Una coalizione, la sua, composta da 8 liste civiche ma appoggiata, seppur senza simbolo, dal Pd. La senatrice dem Stefania Pezzopane sin da subito aveva dato il suo placet alla candidatura di Di Masci che dovrà vedersela con la coalizione civica guidata da Annamaria Casini ispirata dall’assessore regionale Andrea Gerosolimo. L’accordo con la Bianchi che ha avuto come “sponsor” la senatrice di Forza Italia Paola Pelino, ha creato una forte spaccatura all’interno del partito di Berlusconi. Solo con questo apparentamento la Bianchi potrà sedere sui banchi del Consiglio e se dovesse vincere Di Masci gli scranni saranno due. Un apparentamento “contro natura” per il capogruppo di Fi alla Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri e per i consiglieri regionali Paolo Gatti e Mauro Febbo. Per la Casini, che aveva ottenuto il 44,75% dei consensi a fronte del 26.16 riportato da Di Masci, si tratta di “Fantapolitica”.

Nessun apparentamento a Roseto degli Abruzzi dove il candidato sindaco uscente di centrodestra Enio Pavone (34,90%) sfiderà l’antagonista del centrosinistra Sabatino Di Girolamo (35,95%). Quest’ultimo, tuttavia, potrà contare sull’appoggio della coalizione #amoreroseto che con la candidata Rosaria Ciancaione, presentatasi con sei civiche, aveva ottenuto il 29,13 per cento dei voti.

Nessun accordo, infine, anche a Vasto. La sfida è tra Massimo Desiati del centrodestra (34,28%) e Francesco Menna del centrosinistra (33,21%), candidato sindaco che aveva cercato, senza riuscirci, un’alleanza con la candidata del Movimento 5 Stelle Ludovica Cieri alla quale, forte del suo 20,25% dei consensi ottenuti il 5 giugno, aveva offerto la presidenza del Consiglio comunale. Menna potrà comunque contare sul sostegno del candidato sindaco delle liste Democrazia cristiana e ‘Vasto la mossa giusta’ Massimiliano Montemurro, 2,69% dei voti al primo turno. Il patto è stato formalizzato ieri con una stretta di mano tra i due candidati.

Si vota anche nella Marsica, precisamente a Ortucchio e Civita d’Antino. Il ritorno alle urne si è reso necessario in quanto nel primo turno è stato raggiunto lo stesso numero di voti e, dunque, non è stato possibile eleggere il primo cittadino. I cittadini, quindi, dovrà esprimere la preferenza tra i candidati sindaco e non sui candidati consiglieri, già definiti dal voto di domenica 5 giugno. A Ortucchio sono in corsa il sindaco uscente Federico D’Aulerio, per la lista “Uniti per Ortucchio”, e Raffaele Favoriti, per “Ortucchio che vogliamo”. A Civita d’Antino, la sfida è tra Sara Cicchinelli, che è anche il sindaco uscente, candidata della lista “Liberi di scegliere”, e Antonio Di Francesco, di “Partecipazione e condivisione”.

Intanto oggi, a Francavilla al mare, città dove non è stato necessario arrivare al ballottaggio con la conferma, al primo turno del sindaco Antonio Luciani (centrosinistra), è stata presentata la nuova giunta. Ne fanno parte il vice sindaco Francesca Buttari, che avrà inoltre le deleghe alle Politiche sociali, Comunitarie, Giovanili, Istruzione, Accoglienza e Pace; Rocco Alibertini, che sarà assessore al Bilancio e Programmazione, Società partecipate, Personale, Innovazioni tecnologiche, Sport e Tempo libero;  Davide Campli, Urbanistica, Contenzioso, Patrimonio, Statuto e regolamenti comunali; Sandra Ferri, Demanio, S.U.A.P. e Commercio; Wiliams Marinelli, Ambiente ed Ecologia, Efficientamento energetico, Verde pubblico.

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