Carceri: in Abruzzo niente sovraffollamento ma carenza di personale

Nessun caso di sovraffollamento ma in tutti gli istituti c’è carenze di personale.

Lo ha evidenziato oggi il sottosegretario alla Giustizia Federica Chiavaroli, dopo il giro nelle case circondariali, case di revisione e di lavoro abruzzesi. La sintesi del tour effettuato (manca solo il carcere di Avezzano), è stata fatta a margine del protocollo d’intesa firmato oggi a Pescara tra Inps e Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria per il Lazio, Abruzzo e Molise. Nel dettaglio, la Chiavaroli ha parlato, ad esempio, del carcere di Lanciano dove “Valerio D’Orsogna ha aperto un laboratorio della sua impresa dolciaria. Lì dentro, ha spiegato, lavorano in quattro, che sono assunti e pagati e, una volta fuori dal carcere, lavoreranno nell’impresa. Io mi auguro, ha detto il sottosegretario, che ci saranno altri Valerio D’Orsogna che decideranno di spendere in questo modo una parte della propria responsabilità sociale d’impresa. A Pescara c’é invece una calzoleria, esempio unico in Italia, a Teramo sono stata colpita dalla sezione per le detenute, dove le donne possono stare con i figli mentre a Vasto sono state create delle celle che hanno una zona giorno e una zona notte. A L’Aquila – ha proseguito il sottosegretario -, c’é una delle strutture più impegnative con 147 persone sottoposte a 41bis: ci sono delle criticità diverse, in quel posto è più difficile lavorare per cui ringrazio due volte chi è occupato in quella struttura.

Di Abruzzo come un’isola felice si è espressa il Provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria Cinzia Calandrino. “In questa regione ci sono meno problemi anche se è vero che esistono delle carenze di personale in tutti gli istituti e le politiche di spending review non ci permettono di incrementare gli organici. Esistono delle carenze economiche e non sono un problema da poco”.

Per quanto riguarda il protocollo d’intesa tra l’Istituto nazionale della previdenza sociale (Direzione regionale Abruzzo) e il Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria per il Lazio, l’Abruzzo e il Molise, sottoscritto dal direttore regionale dell’Inps, Roberto Bafundi, e il provveditore Calandrino, l’intesa prevede una collaborazione tra le due realtà. Il personale dell’amministrazione penitenziaria potrà effettuare accessi programmati nelle sedi dell’Inps Abruzzo per acquisire informazioni e ricevere consulenza sulle attività amministrative svolte a favore dei detenuti ristretti negli istituti penitenziari della regione con l’impegno, da parte dell’Inps, di fornire ogni forma utile di assistenza e supporto nonché a garantire percorsi concordati di formazione e affiancamento al personale delle case circondariali. Le domande di Naspi (Nuova assicurazione sociale per l’impiego) ed eventuali altre prestazioni a cui i detenuti potrebbero avere diritto saranno presentate tempestivamente, a seguito di apposita delega al personale dell’amministrazione penitenziaria, e l’Inps si impegna a liquidare e mettere in pagamento questi richieste entro il mese successivo alla presentazione. L’intenzione è di contribuire ad una concreta opera di modernizzazione ed innovazione dei servizi, per rendere la cultura della previdenza fattore attivo per il reinserimento dei detenuti nella società creando in questi ultimi consapevolezza e interesse verso le diverse forme di tutela che il sistema previdenziale prevede per i cittadini e le famiglie.

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