L’Abruzzo al 2° posto in Italia per immatricolazioni nuovi bus

Un aumento delle immatricolazioni del 242,8% per gli autobus con capienza fino a 30 posti; +171,4% per quelli  tra i 31 e i 60 posti; invariate le immatricolazioni di autobus con capienza superiore a 60 posti. Sono i dati relativi al 2015  in Abruzzo, elaborati dall’Osservatorio sulla Mobilità sostenibile dell’Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici e sviluppati sulla base di quelli dell’Aci. Nella nostra regione le immatricolazioni di autobus sono cresciute del 120,4% rispetto al 2014. La provincia abruzzese in cui vi è stata la maggior crescita è Teramo (+457,1%), seguita da Pescara (+300%), Chieti (+37,9%) e L’Aquila (+20%).

Nel 2015 in Italia le immatricolazioni sono state 3.007, contro le 2.792 del 2014. Vi è dunque stato un aumento del 7,7%. L’elaborazione dell’Osservatorio sulla Mobilità sostenibile di Airp fornisce anche il prospetto dell’evoluzione delle immatricolazioni di autobus a livello regionale, dalla quale emerge che la regione che nel 2015 è riuscita ad incrementare di più le immatricolazioni rispetto al 2014 è la Valle d’Aosta (+122,2%), seguita in questa speciale graduatoria da Abruzzo (+120,4%), Toscana (+118,5%), Molise (+72,7%) e Lombardia (+42%). Bisogna precisare, però, che il risultato eccellente di alcune regioni, come la Valle d’Aosta e il Molise, è dovuto al fatto che con volumi ridotti di autobus immatricolati è più facile far registrare incrementi percentuali significativi. Agli ultimi posti della graduatoria, invece, si trovano Trentino Alto Adige (-54,7%), Sardegna (-45%), Marche (-42,5%), Liguria (-40%) e Friuli Venezia Giulia (-37,2%). La crescita delle immatricolazioni di autobus in Italia è indubbiamente significativa e dimostra che nel nostro Paese questo comparto sta superando le difficoltà degli anni passati.

La crescita – spiega l’Osservatorio sulla Mobilità sostenibile di Airp – è dovuta certamente alla ripresa dell’intera economia, che sta ripartendo dopo la grave crisi economica, ma anche alla necessità di sostituire i mezzi più datati e ancora in circolazione. Secondo i più recenti dati dell’Anfia, infatti, in Italia l’età media del parco circolante di autobus è di circa 13 anni, ben al di sopra dei 7,9 anni della Francia, dei 7,7 del Regno Unito e dei 6,9 della Germania. Questo dato, pertanto, rende il parco autobus nazionale particolarmente obsoleto, quindi più pericoloso e inquinante. A questo proposito, sottolinea Airp, un contributo di rilievo per diminuire l’impatto ambientale dei veicoli in circolazione può venire dall’utilizzo di pneumatici ricostruiti. I pneumatici ricostruiti hanno infatti un’alta valenza ecologica, in quanto con la tecnologia della ricostruzione è possibile prolungare la vita dei pneumatici e ritardarne quindi lo smaltimento. Importanti sono anche i benefici in termini di risparmio economico, poiché l’impiego di ricostruiti consente un notevole risparmio rispetto all’acquisto di gomme nuove.

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