Trema nella notte il Centro Italia. Morti e feriti tra Lazio e Marche

Come a L’Aquila, sette anni fa. La terra ha tremato nel cuore della notte, alle 3.36, sorprendendo nel sonno gli abitanti di una vasta area tra Lazio, Umbria e Marche.

L’intensità è stata poco meno forte di quella che si registrò in Abruzzo, ma la potenza distruttrice è stata analoga perché avvenuta a poca profondità e l’onda sismica che si è prodotta ha causato numerosi crolli nei piccoli centri incastonati sui monti  del reatino. L’ epicentro ad Accumoli, vicino Rieti. Il bilancio dei morti e dei feriti è in continuo aggiornamento ed è drammatico. Tre sono state accertate ad Arquata del Tronto, nell’ascolano, due ad Accumoli. Ad Amatrice il sindaco ha parlato di “molti morti”, senza fornire un numero più preciso, mentre ancora nell’ascolano, a Pescara del Tronto, si registrano, al momento, almeno 100 dispersi. Molte persone, infatti, sotto le macerie che si cerca di individuare anche con l’ausilio delle unità cinofile. Il lavoro dei soccorritori è complicato dalle tante strade bloccate.

Alla prima, forte scossa ne sono seguite altre nella notte: una di magnitudo 3.9 vicino Perugia, e altre due di magnitudo 3.9 e 3.8 sempre nei pressi di Rieti. Un’ulteriore più forte scossa è stata registrata alle 4.33, ha avuto magnitudo 5,4, con epicentro nella zona di Perugia e una profondità di 9 chilometri. L’Ingv ha fatto sapere che si è verificato uno sciame sismico con 39 scosse. Il terremoto è stato udito distintamente in tutto il Centro Italia, con la terra ha tremato per circa 20 secondi e poi anche per le diverse scosse di assestamento.

La scossa è stata avvertita in tutto l’Abruzzo e ha seminato paura a L’Aquila. E’ crollata anche parte della parete est del Corno Piccolo del Gran Sasso. A Norcia il torrino della facciata della chiesa di San Benedetto è ruotato sul suo asse come successe nel terremoto del 1979, ma non si registrano feriti gravi. A Castelluccio di Norcia, dove molti turisti sono in attesa di poter ripartire, è crollato un  campanile.

Sta bene Maria Teresa Cicconetti, farmacista ad Amatrice, originaria di Lanciano. Lei e la sua famiglia sono in salvo. Lo conferma il nipote, il presidente del Consiglio Comunale frentano, Leo Marongiu. Distrutta invece la storica farmacia, che da 80 anni era lungo Corso Umberto I, i cui palazzi storici sono venuti giù dopo la prima forte scossa.

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