Contro il taglio degli alberi a Pescara anche Erri De Luca

La protesta contro il taglio degli alberi a Pescara va avanti e si fa serrata. Oggi un attivista che si è seduto sotto alcune delle piante di via Scarfoglio per evitare l’abbattimento e per difendere con il suo corpo il patrimonio verde storico ed identitario della città, è stato portato via dalla polizia.

In una nota del comitato che si batte contro i tagli si sottolinea come “il sindaco Alessandrini, che con i suoi collaboratori è fuggito ieri, sottraendosi addirittura al semplice contraddittorio sui gravissimi errori segnalati dai cittadini a via del Santuario (e non solo), nonostante avesse concordato la visita poche ore prima in consiglio comunale durante le proteste con tanto di stretta di mano continua nella sua opera. Una cosa inaudita dal punto di vista democratico. Il Comune di Pescara ufficialmente non sa neanche la specie dell’albero da abbattere. In un viale storico dove passeggiava D’Annunzio. Un’area vincolata. Questo è il livello di questa amministrazione che, a fine agosto, non ha neanche concesso qualche giorno alle associazioni per leggere le carte, probabilmente conscia dei limiti evidenti della documentazione a supporto dell’operazione”.

E contro l’abbattimento, oggi a Pescara è giunto anche lo scrittore Erri De Luca, che ha lanciato un appello: “Cittadini Pescaresi! Ha ragione il Comune di Pescara che vi sta tagliando gli alberi, centoventi, dal bordo dei viali. “Sono pericolosi”. Si tratta del più originale aggettivo attribuito agli alberi in tutta la storia umana. Nemmeno il più celebre di loro  piantato nel giardino detto Eden,  portatore del velenoso frutto della conoscenza di bene e male, è stato dichiarato albero del pericolo. Era invece vietato avvicinarlo. Oggi la vista lungimirante, ma sì, posso dire profetica, del vostro sindaco ha toccato il più visionario traguardo: l’albero è una minaccia urbana e interurbana. Le sue pigne cadono senza paracadute, i suoi aghi esauriscono gli sforzi della nettezza urbana e non sono provvisti di sistema anti sdrucciolo, le sue radici sfruttano sottosuolo pubblico comunale. L’albero sporge in disordine i suoi rami, tutto proteso verso il cielo se ne infischia di voi e incombe strafottente sul vostro traffico. L’albero sfrutta i vostri gas di scarico per produrre l’asfissiante ossigeno, a stento moderato dall’azoto. Unitevi al vostro sindaco che eleggeste proprio per questo punto saliente del suo programma elettorale. Lo pronunciò come un’annunciazione :” Estirpazione! Estirpazione!. O no? Non ve l’ha detto prima? Meglio ancora: voleva farvi una sorpresa. Non vi è piaciuta? ingrati”.

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