Crisi nel comparto cerealicolo, la Copagri chiede un tavolo alla Regione

La Copagri, con nota trasmessa oggi all’assessore alle Politiche Agricole Dino Pepe, ha chiesto ufficialmente un tavolo per esaminare la crisi che sta interessando il comparto cerealicolo abruzzese.

“Egregio Assessore – scrive il presidente della Confederazione, Camillo D’Amico -, la situazione del comparto cerealicolo abruzzese risente pesantemente del calo consistente e generalizzato dei prezzi di mercato facendo sì che la campagna agraria sarà fortemente negativa per tantissime aziende agricole che hanno questa vocazione produttiva. I prezzi sono in caduta libera facendo attestare intorno a € 16,00 quintale il grano duro ed il tenero circa ad € 15,00. Nel 2015 il tenero ebbe un prezzo medio di € 20,00 a quintale ed il duro intorno a € 33,00. Al momento 100 chili di grano valgono meno di 7 chilogrammi di pane! La produzione ad ettaro è buona attestandosi tra i 45 – 50 quintale ad ettaro con un discreto valore proteico intorno 12 – 12,5%. Mediamente, per produrre un buon quintale di grano, occorrono circa € 22,00 e, per pareggiare i costi, gli agricoltori sono costretti a prendere gran parte dei già magri comunitari. Solo alcuni fortunati agricoltori potranno vantare a fine campagna agraria un guadagno netto di € 100 – 150 ad ettaro; per tanti l’annata si chiuderà in profondo rosso. La situazione è grave, gravissima ed il rischio di un sistematico abbandono produttivo delle superfici è fortemente realistico con notevoli ripercussioni sulla tenuta fisica ed ambientale del territorio. Chiaramente il contesto in cui agire è nazionale ma anche Noi qui in Abruzzo possiamo fare la nostra parte confidando anche sulla presenza di due grandi marchi mondiali della pasta come “De Cecco” e “Del Verde” costruendo con loro degli accordi di filiera che garantiscano qualità e quantità unitamente ad un prezzo minimo che remuneri i produttori agricoli che vorranno poi aderire. Con la presente, pertanto, le chiedo la solerte convocazione del “tavolo verde” dove porre al centro della discussione e del confronto l’oggetto della presente nota”.

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