Lanciano ha ricordato gli eroi ottobrini

 

Con una serie di cerimonie Lanciano ha ricordato i Martiri del 5 e 6 Ottobre 1943, quando la città si ribellò alle truppe d’occupazione nazista, scrivendo una delle pagine più significative della sua millenaria storia. La più significativa, l’inaugurazione di un monumento a Trentino La Barba, da sempre simbolo di quelle giornate. L’opera, realizzata dallo scultore Nicola Antonelli, è stata scoperta in Largo dell’Apello, all’ingresso dei quartieri di Civitanova e Sacca, e s’affaccia verso la Majella e su quelle valli, come il Moro, che nell’inverno 1943-44 furono teatro di asprissimi scontri tra le truppe alleate e quelle tedesche in ritirata.

Giornate di ricordo ma anche di riflessione sui valori della libertà, rivolte soprattutto ai giovani. Iniziate il 3 ottobre con un incontro dedicato alla Resistenza in Abruzzo, attraverso i “Sentieri della Memoria”, ripercorsi da Carlo Iacovella, presidente regionale Cai-Tam, cammini che portarono sulla Majella e verso la libertà, tanti di coloro che, dopo l‘8 settembre, decisero di intraprendere la lotta per la Libertà d’Italia. Fu “La guerra dei Patrioti”, combattuta da tanti abruzzesi, che decisero di combattere la guerra oltre i confini regionali, raccontata nell’occasione dallo storico Mario Salvitti.

Il 5 e 6 ottobre, si sono tenute le cerimonie che hanno coinvolto l’intera città: dalla fiaccolata che ha ripercorso i luoghi nei quali i lancianesi affrontarono le truppe d’occupazione, i caduti, a quella che si è svolta in Largo Santa Chiara, con la partecipazione delle scolaresche.

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