Inceneritore in Abruzzo, Mazzocca replica al M5S: “Infantili sortite”

Botta e risposta a distanza tra il M5S e il sottosegretario Mario Mazzocca sulla questione del Decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri sugli inceneritori. Ieri, Sara Marcozzi, a nome del gruppo pentastellato in Emiciclo, aveva chiesto le dimissioni del responsabile Ambiente nella Giunta D’Alfonso, che, secondo i grillini, in più occasioni aveva ribadito che in Abruzzo non sarebbe sorto nessun inceneritore.

«Siamo abituati alle sortite sconclusionate della Marcozzi e ai suoi metodi di bassa demagogia – replica Mazzocca e ricorda alla Marcozzi come «la sua esternazione è l’ennesima ed evidente riprova della giustezza e della proficuità del lavoro che, nell’ambito del governo regionale, stiamo svolgendo ormai da tempo sul tema della salvaguardia ambientale in generale e sul tema specifico dell’economia circolare. Ella mente spudoratamente quando chiede che “il nuovo Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti” debba prevedere solo “il ‘recupero materia’ escludendo la possibilità di incenerimento”, cercando di addebitarci responsabilità altrui sulla vicenda del ‘Decreto inceneritori’. Abbiamo avuto più volte modo di sottolineare come il nostro PRGR preveda un unico scenario che è esclusivamente rivolto a principi di economia circolare e abbandona definitivamente quello dell’incenerimento della vecchia stesura di Piano ereditato dalla passata amministrazione. E’ già così dal novembre 2014, ma la Marcozzi finge di ignorare il fatto. Così come finge di ignorare come le direttive in esso contenute, attraverso specifiche azioni, siano state attivate nel corso del primo terzo della 10° Legislatura. Come? Lavorando alacremente, progettando e investendo 36 mln di euro per la realizzazione (ora in corso) di 208 interventi pubblici volti a: diffusione e potenziamento della raccolta differenziata (Delibera di Giunta DGR n. 1005 del 07/12/2015, per circa 1,5 mln €); prevenzione e riduzione della produzione dei rifiuti (DGR n. 1008 del 07/12/2015, per circa 1 mln €);  “Infrastrutturazione della rete per la raccolta differenziata” (DGR n. 1009 del 07/12/2015, per circa 13,7 mln €); “Impianti di trattamento e compostaggio” (DGR n. 1010 del 07/12/2015, per circa 11,7 mln €); bonifica/messa in sicurezza di discariche pubbliche dismesse e siti inquinati” (DGR n. 1034 del 15/12/2015, per circa 1,1 mln €); interventi per la fornitura di attrezzature, realizzazione di isole ecologiche, attivazione raccolta differenziata porta a porta (DGR n. 1044 del 19/12/2015 e DGR n. 1111 del 29/12/2015, per circa 6,7 mln €); con tante altre iniziative settoriali che completano il quadro delle attività. Della serie, non vede solo chi non vuole vedere. Va inoltre rimarcato il fatto – conclude il Sottosegretario – che la chiara insostenibilità dell’ipotesi ‘inceneritore’ in Abruzzo dal punto di vista ambientale (sia per configurazione geomorfologica che per condizioni microclimatiche) aumenta sensibilmente sotto il profilo economico-finanziario: infatti, la quantità di indifferenziato prodotto, che negli ultimi due anni è diminuita sensibilmente, non renderebbe positivo il rapporto costi-benefici di un’impresa siffatta nella nostra regione. In poche parole, l’Abruzzo produce una quantità di ‘rifiuto indifferenziato’ (che si riduce costantemente giorno dopo giorno) del tutto insufficiente a supportare la produttività di un impianto di incenerimento. A meno che qualcuno non pensi di sopperire a tale mancanza con rifiuti provenienti da altre regioni, per esempio da Roma, laddove le croniche criticità del sistema di gestione dei rifiuti sono state elevate all’ennesima potenza dall’evidente inefficienza di soli pochi mesi di governo pentastellato».

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