La Madonnina di San Giovanni in Venere rischia il distacco

Dopo sei anni dal restauro la testa della Madonnina, incastonata nell’antico altorilievo in pietra del Portale della Luna dell’abbazia di San Giovanni in Venere, sta manifestando preoccupati segni di distacco dal resto della statuetta lapidea.

Sulla scultura della Vergine, la cui testa fu asportata da ignoti vandali nel 2003 e ricollocata nel ciclo scultoreo nel 2011 dai tecnici della Soprintendenza alle Belle Arti dell’Abruzzo, si nota oggi una evidente crepa che, col tempo e le intemperie, potrebbe portare ad un nuovo e totale distacco della testa dal resto della preziosa scultura. Il frammento scultoreo fu ritrovato casualmente tre anni dopo la violenta mutilazione da un operaio del Comune di Fossacesia, nel corso di una normale pulizia della vegetazione che circonda l’antico monastero benedettino. Il pregevole ciclo scultoreo, realizzato tra il 1180 e il 1200 da artisti provenienti dalla Puglia, riproduce l’incontro di Maria con santa Elisabetta, entrambe incinte, che si abbracciano teneramente.

Il recupero delle preziose sculture, finanziato dalla Fondazione Carichieti con un importo di circa cinquemila euro, fu inaugurato nel corso di una pubblica manifestazione l’11 giugno del 2011 alla presenza delle autorità civili e religiose. Nel corso della cerimonia l’allora soprintendente alle Belle Arti, Lucia Arbace, promise l’attuazione di una serie di analisi approfondite delle sculture in modo da intervenire al più presto con un nuovo e più incisivo lavoro di restauro. Operazione che, a tutt’oggi, purtroppo non è stata ancora eseguita.

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