La Uil alla Regione: “E’ l’ora delle scelte di politica industriale”

Ad Alanno si è riunito oggi il Consiglio regionale Uil Abruzzo e territoriali CST Uil Adriatica Maiella e Adriatica Gran Sasso. A conclusione dei lavori è stata votata una risoluzione per sollecitare le scelte di politica industriale regionale da parte della Giunta Regionale.

“Nel recente incontro tra il Governo e Cgil, Cisl, Uil e Confindustria sui Master Plan per il Sud – si legge nel documento conclusivo – , si è condivisa la necessità di riprogrammare risorse verso gli obiettivi di Industria 4.0 e Casa Italia. Inopinatamente, l’Abruzzo non ha partecipato alla costruzione del Documento di posizionamento delle regioni italiane su “fabbrica intelligente”. Bisogna immediatamente recuperare l’errore. E cogliere l’occasione della riprogrammazione delle risorse per riequilibrare il Master Plan, debole, come abbiamo più volte detto, sul versante delle politiche, soprattutto di quella industriale. L’Abruzzo è una delle regioni più industrializzate d’Europa: 4 punti sopra la media dell’Italia, seconda manifattura d’Europa. A fronte di questa realtà – si afferma -, non ha una politica industriale adeguata. Qualche passo avanti si è fatto con la legge regionale 40/2012, la Strategia di Specializzazione Intelligente (cosiddetta S3) e la Carta di Pescara. Ma la sottovalutazione da parte dell’Abruzzo del lavoro comune delle altre regioni per industria 4.0 è stata clamorosa, considerando i temi trattati, il ruolo che vi hanno l’automotive e la relativa componentistica, l’aerospazio e l’agro-alimentare, settori in cui l’Abruzzo ha molto da dire. Così come non possono non interessarci le considerazioni e le proposte su poli di innovazione e reti d’impresa, anche ricordando che l’opportunità di adeguare la legge 40/2012, finora è stata condivisa a parole ma sempre rinviata. Vi è poi il tema del fabbisogno formativo per Industria 4.0, crocevia di politiche di sviluppo, istruzione, politiche attive, mercato del lavoro. La Uil chiede che l’Abruzzo rientri subito in questa elaborazione delle regioni italiane su Industria 4.0 e metta mano finalmente ai suoi ritardi nella politica industriale regionale: facendo finalmente uscire i primi bandi FESR e FSE, a partire da quelli su ricerca e sviluppo e aree di crisi; riprogrammando parte del Master Plan e dei fondi FSC a favore di politica industriale e messa in sicurezza del territorio; rinnovando ufficialmente, e con il sostegno pubblico delle parti sociali, la richiesta al Governo di onorare l’impegno di conferire all’Abruzzo 133 milioni aggiuntivi di FSC a titolo di parziale indennizzo rispetto al taglio subito sui fondi FESR e FSE; aggiornando la legge 40/2012; facendo funzionare il Consiglio regionale per la Ricerca e lo Sviluppo (DGR 721/2015); applicando, previo confronto con i grandi gruppi interessati, la DGR 67/2015 sul nuovo Campus Automotive; individuando, come a suo tempo annunciato, altrettante infrastrutture, materiali e immateriali, per gli altri settori strategici individuati come domini S3 (oltre l’automotive, l’agro-alimentare, il chimico-farmaceutico, l’ICT e il made in Italy), previo confronto con le grandi aziende di questi comparti; sperimentando l’intesa sull’attrazione di nuovi investimenti a partire dagli indotti dei grandi gruppi, previo confronto con le grandi aziende capo-filiera, con l’obiettivo di aumentare le localizzazioni in Abruzzo di parte di queste reti di fornitura; definendo le missioni dell’ARAP al fine dell’attrazione di nuovi investimenti; valutando di finanziare i progetti validi presentati dalle imprese abruzzesi sui bandi MISE che non dovessero trovare accoglimento per limiti di capienza. Oltre a non mancare di presentare la proposta dell’Abruzzo per le aree di crisi semplice entro la scadenza del 3 novembre, e a insistere con il Governo affinché vi si applichino non solo i benefici previsti dalla 181/89 ma anche misure per le politiche attive del lavoro, reiteriamo la richiesta che la Regione convochi una riunione del settore carbonio per rafforzare l’area di crisi complessa della Val Vibrata-Ascoli e che si faccia una proposta per una seconda area di crisi complessa abruzzese: per parte nostra, condividiamo la proposta di Flumen (asta del fiume Aterno-Pescara, con le aree del cratere sismico, la Valle Peligna, Bussi, la Val Pescara). Si conferma il sostegno della Uil, già espresso in sede di Comitato di Pilotaggio del Patto per lo Svilupo dell’Abruzzo, all’assunzione immediata della regia regionale sui Centri per l’Impiego, superando resistenze provinciali prive di sbocco, che fanno solo perdere tempo, e alla connotazione come in house della FIRA, anche per avere un soggetto regionale in grado di interloquire con i vertici del sistema bancario regionale, ormai ubicati tutti fuori Abruzzo. Infine, l’obiettivo di cominciare concretamente ad eliminare le tasse aggiuntive, addizionale regionale Irpef ed Irap, che paghiamo a partire dal commissariamento della sanità: è un fondo strutturale alla rovescia che toglie all’Abruzzo più di quanto non diano i fondi europei. Infatti, a fronte di 374 milioni in 7 anni di investimenti FESR e FSE, le tasse punitive sottraggono all’Abruzzo nel settennio oltre 900 milioni. La commissione prevista dal Patto per lo Sviluppo dell’Abruzzo dovrebbe essere convocata a breve: noi siamo pronti. Eliminare la fiscalità di svantaggio è premessa per un utilizzo credibile della fiscalità di vantaggio a fronte di nuovi investimenti e nuova occupazione stabile. I Consigli regionale Uil Abruzzo e territoriali CST Uil Adriatica Maiella e Adriatica Gran Sasso – si legge in cocnlusuine – chiedono che la Regione faccia del recupero di un ruolo su Industria 4.0 insieme alle altre regioni italiane e della riprogrammazione di risorse per centrare gli obiettivi della stessa Industria 4.0 e di Casa Italia, l’occasione per entrare in una fase operativa che assuma l’apparato produttivo installato in Abruzzo e le grandi aziende che lo guidano come strategici per lo sviluppo regionale. La Uil Abruzzo incalzerà su questi punti con tutti gli strumenti di pressione necessari affinché si cambi passo”.

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