Operazione della Forestale: arresti in Abruzzo per traffico illecito di rifiuti

Traffico illecito di rifiuti, inquinamento ambientale, truffa ai danni dello Stato e abuso d’ufficio. Questi i reati ipotizzati per i quali gli uomini del Corpo Forestale dello Stato dei comandi provinciali di Chieti e Pescara, coordinati dalla Procura della Repubblica Direzione distrettuale antimafia de L’Aquila, hanno eseguito una vasta operazione per compiere arresti e il sequestro di un impianto di depurazione e di ingenti somme di denaro.  L’operazione, giunta al culmine di un’indagine avviata nel febbraio del 2015,  è stata coordinata dal sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia Antonio Laudati, del procuratore capo de L’Aquila Stefano Gallo, dei sostituti procuratori Antonietta Picardi e David Mancini, del comandante regione del Cfs Abruzzo Ciro Lungo e dei comandanti provinciali Cfs di Chieti e Pescara, Livia Mattei e Giancarlo D’Amato.

Ai domiciliari sono finiti il presidente del consorzio di bonifica Centro, Roberto Roberti, il direttore tecnico dell’impianto Tommaso Valerio, il capo del settore Ecologia e ambiente, Andrea De Luca, e un amministratore del laboratorio di analisi chimiche, Stefano Storto.

Secondo quanto emerso dalle verifiche, nell’impianto consortile situato a poca distanza dal Fiume Pescara, nell’area di Salvaiezzi, a Chieti Scalo sarebbero finiti rifiuti liquidi, provenienti da altre regioni italiane, senza che fossero state eseguite le necessarie analisi.

 

 

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