Cannabis, piantagione scoperta dalla polizia a Vasto

Nell’ambito dell’attività di contrasto ai reati in materia di stupefacenti ed a seguito di una mirata attività investigativa, personale del Commissariato di Vasto ha scoperto una coltivazione illecita di sostanze stupefacenti in un casolare in aperta campagna, adiacente il parco acquatico Acqualand.

Gli agenti, che già da tempo tenevano d’occhio i movimenti di due giovani che abitavano in quella zona ed erano stati segnalati da alcuni residenti per sospetti traffici illeciti, decidevano di effettuare degli appostamenti negli uliveti interessati dai furti. Nella giornata di ieri, dopo la denuncia di un proprietario terriero che riferiva di aver sorpreso due giovani a rubare olive dal proprio fondo, in considerazione del fatto che la descrizione degli autori del reato corrispondevano ai soggetti che erano attenzionati per la coltivazione illecita di stupefacenti, gli agenti decidevano di intervenire presso l’abitazione, all’interno della quale era presente solo uno dei giovani, indicato come l’autore del furto, unitamente alla propria madre.

Prima di accedere in casa, gli operatori, notate due piantine di cannabis, posizionate sul tetto della casa, in due vasi distinti, scorgevano, inoltre, una rimessa  che i proprietari dell’abitazione riferivano di non poter aprire poiché sprovvisti della chiave. Vista l’agitazione e l’insofferenza al controllo dei due soggetti, gli agenti decidevano di procedere, previa autorizzazione del Procuratore della Repubblica, a perquisire l’abitazione.

L’attività di polizia consentiva di rinvenire, all’interno della rimessa la strumentazione utilizzata per la coltivazione ed il trattamento delle piante di cannabis e circa 5 chili di altre piante, in fase di essiccazione, dello stesso tipo nonchè un bilancino di precisione, il tutto debitamente sottoposto a  sequestro. La sostanza stupefacente, sottoposta ai test orientativi da parte della Polizia Scientifica, dopo i dovuti accertamenti risultava essere canapa indiana. All’interno dell’abitazione, inoltre, venivano recuperate anche le cassette con le olive rubate, circa 12 kg, che venivano riconsegnate ai proprietari.

I due fratelli, identificati per C. T. di anni 32 e C.L, di anni 37, entrambi noti alle forze dell’ordine e la loro madre, identificata per M.A.L., di anni 67, venivano così deferiti all’Autorità Giudiziaria per produzione illecita di sostanze stupefacenti o psicotrope e furto aggravato in concorso.