Comune di Lanciano e Ecolan pronti al ricorso al Consiglio di Stato

“La Ecolan continuerà a mettere a disposizione dei comuni soci e delle comunità rappresentate la professionalità e la serietà fino ad oggi concretamente mostrate e certamente non scalfite dalla sentenza del Tribunale amministrativo regionale di Pescara. Verranno, in definitiva, adottati tutti i provvedimenti atti a porre rimedio ad eventuali criticità ed a continuare a garantire i servizi prestati, ivi compreso quello di igiene urbana”.

E’ quanto si legge in una nota congiunta diffusa oggi dal sindaco del comune di Lanciano, Mario Pupillo, e Massimo Ranieri, presidente della società che si occupa di gestione e smaltimento dei rifiuti urbani a Lanciano e 53 centri del comprensorio. Un intervento per ‘ripulire’ il campo da polemiche, accuse e schermaglie politiche, iniziate nella campagna elettorale per le amministrative e salite di tono in queste ultime ore, proprio sulla decisione assunta dai giudici amministrativi. Il Tar, come si sa, ha giudicato illegittimo l’affidamento in house alla Ecolan da parte del comune di Lanciano. Sull’affidamento alla società partecipata, datato 20 ottobre 2015, erano stati presentati quattro ricorsi da parte di altrettante società: la Igam srl, Rieco spa, Smaltimenti Sud srl e la Petroro Silvio srl. Il motivo, il cosiddetto il controllo analogo effettuato in EcoLan da un comitato ristretto dei sindaci che, per i giudici amministrativi, non esercita un effettivo ruolo di controllo.

“La sentenza ha ritenuto insussistente il requisito del controllo analogo sulla scorta di considerazioni giuridiche (in buona parte) opinabili – si legge nella nota a fima di Pupillo e Ranieri -. Si fa presente che, attualmente, il controllo analogo viene già attuato da tempo, tutte le decisioni in fase preventiva e a posteriori vengono deliberate dal Comitato Controllo analogo, il CdA attua esclusivamente le decisioni del comitato, oggi costituito da 9 sindaci eletti/delegati dalle mini assemblee dei sindaci, tutte le decisioni vengono deliberate e verbalizzare su appositi bollati. In realtà, quindi, il controllo sulla gestione è reale. La decisione, peraltro, si basa anche su dati di fatto non aderenti alla reale situazione societaria. Non stupisce, invero, come la questione sia stata letteralmente strumentalizzata da alcune parti politiche. Meraviglia, di contro, come su di un tema (il controllo analogo, appunto) tanto delicato, quanto, allo stato, ancora fonte di numerosi subbi – da cui continuiamo a promanare disparate interpretazioni (dottrinarie e giurisprudenziali) sia livello nazionale, sia comunitario – le predette parti si siano pronunciate con un grado di “scienza” e di certezza giuridica a dir poco invidiabile, se non fosse altro che lo stesso manifesta come, in effetti, non si abbia effettiva contezza della reale complessità della tematica in argomento. Sul paventato esposto alla Corte dei Conti (annunciato dal parlamentare di Forza Italia, Fabrizio Di Stefano, ndr) non si capisce qual è il danno erariale, ma facciano pure noi siamo più che tranquilli”.

Pupillo e Ranieri stanno valutando l’opportunità di proporre appello al Consiglio di Stato per chiedere la correzione della sentenza.

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