Risoluzione di Chiodi, Di Dalmazio e Gatti per includere nel cratere sismico tutti i Comuni danneggiati

I numerosi eventi sismici che hanno scosso e continuano ad interessare il Centro Italia vedono anche la Provincia di Teramo duramente colpita, con tanti comuni (106 in Abruzzo) che hanno subito ingenti danni e un numero crescente di sfollati. Data la situazione di estrema emergenza, e i numerosi disagi causati alla popolazione, i consiglieri Gianni Chiodi, Mauro Di Dalmazio e Paolo Gatti, dopo essersi già attivati nei giorni scorsi nelle sedi opportune, presenteranno una risoluzione urgente al fine di chiedere al Governo Regionale un intervento ancora più incisivo a livello nazionale volto a sollecitare, con maggior forza, l’inclusione nel Cratere Sismico di tutti i Comuni danneggiati della provincia di Teramo, a cominciare dal Comune capoluogo.

“Occorre unirsi al grido di allarme lanciato dai tanti sindaci della provincia di Teramo – precisano i consiglieri regionali –  al fine di ottenere una nuova e più ampia perimetrazione dell’area del cratere sismico che, allo stato attuale, risulta sottostimata considerata la conta degli enormi danni già segnalati”.

La risoluzione impegnerà quindi il presidente della Giunta Regionale “ad attivarsi ulteriormente affinché l’elenco dei Comuni, contenuto nel D.L. 189 del Presidente del Consiglio dei Ministri del 17 ottobre scorso, venga integrato con tutti i Comuni della Provincia di Teramo che hanno subito gravi danni agli immobili pubblici e privati nonché ai beni storici ed artistici, agli edifici di culto ed alle attività produttive a seguito dall’evento sismico di grado 6.5 registrato alle 7.40 del 30 ottobre scorso”.

Intanto, per accelerare le verifiche sugli edifici pubblici e privati e quelli religiosi, l’Ordine degli Architetti PPC della provincia di Teramo ha scritto al Comune capoluogo, ribadendo la propria immediata disponibilità  ad intervenire per i sopralluoghi, nel rispetto delle procedure e competenze dettate dalla normativa vigente in materia di sopralluoghi tecnici in caso di sisma.

“Già in occasione del sisma di ottobre avevamo allertato i nostri iscritti – ha dichiarato il presidente dell’Ordine, l’architetto Giustino Vallese – raccogliendo numerose disponibilità, ma eravamo stati messi in attesa in quanto venivano utilizzati esclusivamente i tecnici in possesso dell’abilitazione alla redazione di schede AEDES. Con la possibilità di effettuare sopralluoghi con la procedura FAST-Fabbricati per l’Agibilità Sintetica post-Terremoto – ha specificato Vallese – contiamo di mettere in campo maggiori forze, a disposizione di tutti i Comuni interessati, in collaborazione con gli altri Ordini e Collegi Professionali.”

 

Una mobilitazione che, già nei prossimi giorni, porterà a stilare un elenco dei tecnici disponibili, da mettere a disposizione delle amministrazioni, per smaltire l’enorme richiesta di sopralluoghi per l’agibilità degli edifici.

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