Infermieri, la Regione li riconosce professionisti

“Erano anni che il Nursind Abruzzo lamentava il mancato riconoscimento della categoria infermieristica nella programmazione strategica e politica della sanità abruzzese – afferma il vice segretario regionale, Giuseppe De Zolt – ora crediamo che la nostra categoria possa ringraziare l’assessore Paolucci per la giusta considerazione e valorizzazione data ai professionisti infermieri, sicuri che la nostra presenza all’interno di tutti i tavoli tecnici in ambito sanitario faccia la differenza, a partire dalla tanto sperata e decantata revisione del decreto 49 concernente le “Linee di indirizzo regionali in materia di determinazione delle dotazioni organiche delle Aziende USL” e comunque vigilando affinché tutti gli impegni presi siano mantenuti”.

Nei giorni scorsi, infatti, presso l’assessorato regionale alla Sanità a Pescara, si è tenuto l’incontro con l’assessore Paolucci per l’esposizione delle nuove linee guida per la redazione degli Atti Aziendali. Il Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche, nella figura del suo segretario regionale, Andrea Liberatore, ha espresso piena soddisfazione in quanto con il documento finalmente si sancisce il giusto riconoscimento del ruolo del professionista infermiere. Durante l’esposizione, l’assessore ha affermato in maniera decisa la necessità strategica ed imprescindibile di puntare ad una organizzazione dell’assistenza infermieristica imperniata sull’autonomia gestionale, garantita dall’istituzione dei Dipartimenti delle Professioni Sanitarie, dando così attuazione alla Legge del 10 agosto 2000 n. 251.

Nella nostra regione l’età media della popolazione è in aumento e tale andamento impone di affrontare in modo più incisivo i problemi delle non autosufficienze e delle cronicità. Per tale motivo occorre modificare i modelli organizzativi andando a potenziare in modo deciso l’assistenza territoriale: è in quest’ottica che la Regione Abruzzo ha intenzione di riconoscere il ruolo centrale del professionista infermiere, con l’impegno di istituire la figura dell’Infermiere di Comunità, già presente con ottimi outcome in diverse regioni, e la nascita degli ambulatori infermieristici. Il Nursind, inoltre, crede che sia necessario prendere in considerazione le UDI (Unità di degenza a gestione infermieristica) che consentono di garantire il mantenimento di un’adeguata qualità dell’assistenza alla persona favorendo il recupero dell’autonomia del paziente, in un’ottica di restituzione al domicilio, o di ricorso a forme residenziali territoriali.

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