Lavoro, traballa l’occupazione alla CMTI S.r.l. Society Petroleum di Ortona

Preoccupazione per l’occupazione alla CMTI S.r.l. Society Petroleum di Ortona, specializzata principalmente nella progettazione, prefabbricazione, montaggio e manutenzioni generali di impianti industriali onshore ed offshore soprattutto nei settori della petrolchimica e dell’energia con personale altamente specializzato e qualificato.

L’allarme arriva da Andrea De Lutis, della Fiom Cgil, e Guido D’Accurzio, della Fim Cisl.

“Le lavoratrici e i lavoratori – spiegano i due sindacalisti – sono sempre più preoccupati per la situazione nella quale versa la loro azienda e di conseguenza del proprio futuro occupazionale. Purtroppo ad oggi nonostante anche l’ avvio di un tavolo istituzionale in Provincia di Chieti non si riescono ad avere informazioni nemmeno minime sul proseguo di trattative enunciate fra la CMTI srl e altre aziende per eventuale cessione, affitto o vendita. Le lavoratrici e lavoratori della CMTI di Ortona hanno le mensilità ferme al mese di agosto e lasciamo solo immaginare quale possa essere la difficoltà di questi lavoratori e delle loro rispettive famiglie. In queste mesi e a tutt’oggi, le maestranze hanno dimostrato un’attaccamento e una serietà ineguagliabile alla loro azienda e al loro posto di lavoro continuando a svolgere le proprie mansioni e i propri doveri a fronte delle gravose difficoltà economiche e delle incertezze sul futuro. Questa situazione non è più sostenibile, entro il 12 dicembre purtroppo dovranno decidere vista anche l’ incombenza della modifica degli ammortizzatori sociali dal 1 gennaio prossimo se farsi licenziare dall’azienda oppure rischiare di andare avanti senza stipendio, perdere il diritto all’indennità di mobilità a favore di quella della NASPI e comunque restando senza nessuna certezza sul proseguo del rapporto di lavoro che al massimo durerà per un ulteriore mese, non è tollerabile che questa azienda si spenga piano piano portando le maestranze ad abbandonare i propri posti di lavoro per stremo. Ad oggi l’ azienda dice che è alla continua ricerca di soluzioni sia per il personale di terra che per il personale impegnato sulle manutenzioni off-shore ma nei fatti non esiste nessun riscontro sulla veridicità di queste dichiarazioni. Il giorno 29 novembre oramai alle strette siamo stati costretti a scrivere nuovamente all’Eni Spa dopo la lettera del 6 ottobre scorso nella quale la rendevamo edotta sulle problematiche delle maestranze CMTI. Ad oggi l’ENI Spa non ci ha fornito nessuna informazione e non ha preso nessun contatto con noi, nella comunicazione di qualche giorno fa abbiamo chiesto nuovamente all’ENI Spa in quanto committente di non restare indifferente a quello che sta accadendo sui propri posti di lavoro e di voler favorire il recupero delle spettanze da parte di questi lavoratori oltre a prendersi l’impegno nell’eventualità che la CMTI Srl sia sostituita da altre aziende di voler garantire e favorire il passaggio dei lavoratori presso l’eventuale azienda che subentrerà nella commessa. Dichiariamo nuovamente la nostra disponibilità nella ricerca di soluzioni che possano salvaguardare il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori della CMTI, questa ennesima sciagura sul territorio di Ortona continua ad aggravare le condizioni occupazionali di quel territorio già molto precarie”.

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