Avezzano, giro di fatture false scoperto dalla Finanza. Un arresto

Un giro di fatture false per oltre 5 milioni di euro è stato scoperto dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia Giudiziaria di Avezzano a conclusione di una lunga indagine che ha portato, tra l’altro, all’arrestato un imprenditore marsicano per frode fiscale e riciclaggio con ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari Francesca Proietti. Le investigazioni coordinate dai sostituti procuratori Maurizio Cerrato e Roberto Savelli della Procura avezzanese hanno permesso di ricostruire un giro di documenti contabili falsi tra l’imprenditore e alcune società romane operanti nel settore sanitario ed in quello edile specializzato in opere pubbliche, in particolare nella realizzazione della Metro C di Roma, attestanti l’esecuzione di lavori e l’organizzazione di corsi professionali, per l’importo complessivo di € 5.461.753,00, consentendo l’evasione delle imposte e la creazione di fondi neri trasferiti in conti esteri aperti in paradisi fiscali. Il giro illecito è venuto a galla quando i responsabili di tre società capitoline hanno aderito alla procedura di collaborazione volontaria con l’Agenzia delle Entrate (strumento messo a disposizione dal fisco per regolarizzare la propria posizione fiscale e favorire il rientro dei capitali illecitamente trasferiti all’estero), fornivano peraltro un’ulteriore conferma della natura fittizia dei lavori e dei corsi oggetto delle indagini.

I militari hanno scoperto inoltre che il destinatario della misura restrittiva (tradotto in giornata presso la Casa Circondariale di Avezzano) – al fine di agevolare il trasferimento illecito di capitali all’ estero – riceveva bonifici bancari sui propri conti correnti tenuti oltreconfine, rimettendoli successivamente a disposizione degli evasori. La verifica fiscale eseguita ha consentito il recupero a tassazione di 1 milione di euro di I.V.A.. Nessun paradiso fiscale può essere più considerato un porto sicuro per gli evasori. Attività come l’analisi di rischio, l’intelligence e la cooperazione internazionale costituiscono le strumentazioni che consentono alla Guardia di Finanza di aprire le casseforti degli evasori all’ estero, riportando in Italia i capitali illecitamente sottratti alla tassazione per essere destinati, conseguentemente, allo sviluppo del Paese.

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