Carcere di Lanciano, la Polizia Penitenziaria in stato di agitazione

Proclamato lo stato di agitazione della Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale di Lanciano. Lo comunicano Ruggero Di Giovanni, della UIL, Piero Di Campli del SAPPE, E, Antonini della CNPP. La decisione scaturisce in seguito alle mancate risposte giunte dall’Amministrazione e sollecitate per rendere il carcere più efficiente e sicuro. Una rottura che arriva dopo anni in cui i sindacati hanno atteso risposte alle loro istanze.

“Sono circa 3 anni che la direttrice, Maria Lucia Avantaggiato, ci ha promesso un incontro per rivedere l’organizzazione del lavoro nell’istituto, che ci ha garantito il miglioramento delle condizioni dei lavoratori e che continua a farci promesse senza dare il giusto peso agli impegni presi. Adesso che tutti i nodi stanno arrivando al pettine è evidente il fallimento della nostra politica di distensione, infatti non solo i risultati promessi non sono arrivati ma l’amministrazione, approfittando della nostra buona fede ha creato un sistema autoreferenziale che azzerando le relazioni sindacali ha azzerato i diritti dei lavoratori nella casa Circondariale di Lanciano. L’ultimo episodio, in ordine di tempo, è quello del “espulsione” imposta ad un dipendete da un posto di servizio, senza alcun motivo reale, giustificabile o confortato dal qualsivoglia regola, anzi in completa antitesi con i pochi accordi sindacali faticosamente raggiunti e la vigente normativa a tutela dei lavoratori. Se a questo desolante scenario che vede calpestati i diritti dei lavoratori, obbligati a prolungare il servizio lavorativo mediamente di 2 ore per turno, aggiungiamo la certezza che un altro reparto dell’istituto, ad oggi chiuso per ristrutturazione, verrà a breve riaperto con un aumento dei carichi di lavoro insostenibile dall’attuale organico e che nel contempo viene paventata, di nuovo, la possibile apertura del tristemente noto repartino psichiatrico (doveva essere aperto una decina di anni fa ma proprio a causa della ragguardevole carenza di personale il progetto fu abbandonato) otteniamo una carenza di Poliziotti Penitenziari che si amplia dai 25 attuali fino a superare la soglia dei 50 agenti mancanti all’appello, ovvero una carenza di più del 30% rispetto all’organico necessario. Come un decennio fa per il repartino si stanno di nuovo spendendo soldi pubblici inutilmente, siamo certi di non avere il personale necessario all’apertura di nuovi reparti e ci chiediamo come mai si spendono fior di quattrini in opere di presunta inutilità e nulla o quasi viene fatto per migliorare la sicurezza dei lavoratori e dei posti di lavoro? – domandano Ruggero Di Giovanni, della UIL, Piero Di Campli del SAPPE, E, Antonini della CNPP -. Quello della sicurezza è un argomento che, nostro malgrado, viene fuori solo in determinate occasioni; se ne torna a parlare in caso di aggressioni subite dal personale o quando ci sono clamorose evasioni come quella di Rebibbia di qualche tempo fa”.

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