Il cardinale Ernert Simoni domani a Vasto

Il porporato albanese, cardinal Ernert Simoni, sarà domani a Vasto nella parrocchia di San Marco Evangelista, invitato dal parroco, don Gianni Carozza. Celebrerà la santa messa alle 11 e, nel pomeriggio alle 16 nell’auditorium parrocchiale, terrà un incontro-testimonianza dal titolo “La libertà della fede, la bellezza del Vangelo”, intervistato dal giornalista Piergiorgio Greco.

Sopravvissuto alla persecuzione del regime comunista nei confronti del clero e di chiunque professasse una fede religiosa, don Ernest Simoni ha raccontato la propria vicenda a papa Francesco in visita a Tirana il 21 settembre 2014. Per il semplice fatto di essere prete, nel 1963 don Ernest viene arrestato e messo in cella di isolamento. Sottoposto a torture e condannato a morte, si vede commutare la condanna capitale in diciotto anni di lavori forzati, di cui dodici trascorsi in miniera. Durante il periodo della prigionia don Ernest continua a celebrare la messa a memoria, in latino, e a distribuire la comunione di nascosto. Uscito dal carcere, viene nuovamente condannato ai lavori forzati: questa volta è assegnato alla manutenzione delle fogne della città di Scutari. Torna libero nel 1990, quando crolla il regime comunista. Con la libertà di culto, comincia per don Ernest un periodo di intensa attività pastorale volta soprattutto alla riconciliazione.

Il 27 gennaio prossimo, nell’oratorio san Franco a Francavilla al Mare, sarà celebrata la Giornata della Memoria. Alle ore 10, presso la sala ipogea del museo Michetti, si terrà un incontro per i ragazzi di scuola secondaria di primo e secondo grado con l’arcivescovo mons. Bruno Forte. L’incontro si svilupperà a partire dal tema “Il ruolo della religione nella società secolare: il modello di Mosè”. Il vescovo traccerà un percorso dalla crisi dell’identità religiosa scaturita con l’Illuminismo fino alle ideologie del XIX e XX secolo che hanno prodotto la Shoah. L’incontro è aperto a tutti coloro che volessero partecipare per approfondire tali tematiche, per non dimenticare.

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