Terremoto in Centro Italia: tre forti scosse in un’ora nell’aquilano

Una forte scossa di terremoto di magnitudo 5.6 ha fatto tremare la terra nel Centro Italia. L’epicentro tra Ascoli Piceno e L’Aquila. La scossa è stata sentita nel Lazio, in Abruzzo e nelle Marche. Secondo l’Ingv – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – l’epicentro è stato registrato a Montereale, in provincia dell’Aquila, a una profondità di 9,2 km.

Una seconda scossa di magnitudo 3.2, è stata registrata a Rieti pochi minuti dopo, a 14,8 km di profondità. Gli studenti di diverse scuole sono stati fatti uscire precauzionalmente.

E in questi minuti un’altra scossa è stata avvertita in tutto l’Abruzzo. Subito dopo un’altra di maggiore intensità: la magnitudo è stata di 5.7

L’A24, è sottoposta a verifiche per la presenza di eventuali danni causati dalle scosse.

Pochi minuti fa un’altra forte scossa.

Sono state in tutto tre le scosse, tutte superiori a magnitudo 5, registrate nell’aquilano: la prima, alle 10:25, a Montereale, di 5.3, la seconda, alle 11:14, di magnitudo 5.4, con epicentro Capitignano, la terza, alle 11.25, di 5.3 a Pizzoli.

«Dopo la scossa di questa mattina, pur non essendo state riscontrate crepe, lesioni o danni in generale, abbiamo deciso di trasferire temporaneamente le donne ricoverate nell’Ospedale di Chieti in Ginecologia e Ostetricia dal corpo C al corpo B. Si tratta di una scelta determinata dalla volontà di dare maggiore tranquillità alle pazienti»: il Direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Pasquale Flacco, spiega così la scelta di trovare una collocazione diversa alle donne che occupavano i letti del 13° e 14° livello del corpo C che, com’è noto, viene progressivamente svuotato a seguito di un accertamento, eseguito da tecnici incaricati dalla Regione Abruzzo qualche anno fa, che ne ha messo in dubbio le garanzie di stabilità da un punto di vista sismico.

Nell’unità operativa questa mattina ci sono stati momenti di forte paura a causa delle  scosse avvertite in modo netto dalle degenti e dal personale, spaventati da quanto stava accadendo e dal timore di trovarsi in un luogo vissuto come poco sicuro. Al fine, dunque, di riportare tranquillità e restituire alle donne la giusta serenità, la Direzione aziendale ha optato per il trasferimento delle circa 15 ricoverate al 12° livello del corpo B, in attesa di effettuare ulteriori verifiche con il supporto di organismi tecnici competenti in materia.

«Ritengo utile ribadire ancora una volta volta – aggiunge il manager – che la nostra è stata una scelta determinata dalla volontà di placare gli animi e di rassicurare le degenti, emotivamente provate dalle scosse di questa mattina, e non da una situazione di pericolo. Faremo controlli accurati, con il supporto di esperti, al fine di garantire condizioni di sicurezza per tutti».

Gravissima la situazione in provincia di Teramo, le scosse di terremoto che continuano a susseguirsi rendono i soccorsi più difficili; continuano a rimanere isolati interi paesi, ci sono centinaia di richieste di aiuto da parte di cittadini senza luce da tre giorni e senza viveri; di cittadini malati in località isolate. La città di Teramo si è svuotata; frane e smottamenti su molte strade provinciali della Pedemontana, slavina a Prati di Tivo.

Isolati parzialmente o completamente i comuni di Castellalto, Valle Castellana; Isola del Gran Sasso, Castelli; Arsita, Bisenti, Cortino. Ci sono segnalazioni di crolli di tetti di case al momento non si sa se ci sono feriti.

Il centro operativo della Prefettura, con tutti gli enti coinvolti, si è trasferito in una sede più sicura: il Parco della Scienza al quartiere Gammarana questi i numeri: Polizia 0861324268, Carabinieri 0861324267, VVFF 0861324269, Guardia di Finanza 0862324296, Provincia 0861324201, Prefettura 0861324466

Coadiuvati dall’Esercito, la Provincia è impegnata nel riaprire le strade e si sta procurando nuovi mezzi, adatti a riaprire varchi sulla neve alta e compattata, anche fuori regione.

Alle 14:33, con epicentro nel teramano, la terra ha tremato ancora con forza: magnitudo 5.1, 10 km di profondità.

L’Abruzzo tra neve e terremoti: convocato il Comitato Operativo Regionale per le emergenze
A causa dell’emergenza meteo in atto, aggravata dagli eventi sismici che si stanno verificando dalla mattinata di oggi, è stato convocato nel primo pomeriggio di oggi il Comitato Operativo Regionale per le emergenze.
Dopo centinaia di ore trascorse in piena emergenza meteo con innumerevoli Comuni senza elettricità, ancora in attesa degli ultimi aggiornamenti da parte di Enel, il Sottosegretario Regionale con delega alla Protezione Civile Mario Mazzocca formula alcune riflessioni: “Lo stato della rete strutturale-infrastrutturale di erogazione dell’energia elettrica in Abruzzo, lo abbiamo già detto, attende ormai da troppo tempo interventi sia strutturali che di manutenzione straordinaria. Enel dovrà tempestivamente mettere mano agli investimenti sulla rete di distribuzione annunciati fin dall’agosto 2015 che, evidentemente, o non si stanno effettuando ovvero stanno procedendo ad un ritmo evidentemente troppo blando. Va sottolineato, inoltre, che dai dati a nostra disposizione forniti da Enel emerge come la maggioranza delle 200mila utenze complessivamente (anche se non contemporaneamente) disalimentate (in buona parte ora rialimentate – alle 22,00 di ieri 17 gennaio, ultimo aggiornamento, le interruzioni ammontavano a circa 87mila) erano tali a causa di svariate interruzioni alle linee di Alta e Media Tensione (fra tralicci in sofferenza e guasti alle cabine primarie); la competenza su tale rete è in capo a Terna, il cui operato è eufemisticamente definibile come approssimativo. Terna dovrà darsi parecchio da fare affinché situazioni simili non abbiano più a verificarsi. Ritengo, pertanto, sia un dovere da parte nostra valutare attentamente la ricorrenza delle condizioni per avanzare una specifica e corposa richiesta di risarcimento danni per i disservizi già patiti dalla comunità abruzzese che non sembrano ancora finiti.
Le drammatiche condizioni meteo che si protraggono ormai da 13 giorni quasi senza soluzione di continuità hanno determinato nella nostra Regione una situazione di emergenza dal carattere di estrema eccezionalità, mai verificatasi almeno negli ultimi 60 anni: i primi ed ancora parziali dati sulle precipitazioni nevose in corso sembrano, infatti, confermare l’ipotesi di una situazione più grave di quella verificatesi nel lontano 1956 che, a memoria di vivente, è la nevicata più copiosa e duratura che si ricorda sul territorio regionale.
Situazioni di tale portata vanno, dunque, fronteggiate eccezionalmente attivando l’intero sistema di Protezione Civile, sistema che si basa sul principio di sussidiarietà. La prima risposta all’emergenza, qualunque sia la natura e l’estensione dell’evento, va garantita a livello locale, a partire dalla struttura comunale, l’istituzione più vicina al cittadino. Il primo responsabile della protezione civile è quindi il Sindaco: in caso di emergenza assume la direzione e il coordinamento dei soccorsi e assiste la popolazione, organizzando le risorse comunali secondo piani di emergenza prestabiliti per fronteggiare i rischi specifici del territorio. Quando un evento non può essere fronteggiato con i mezzi a disposizione del Comune, il Sindaco mobilita i livelli superiori attraverso un’azione integrata: la Provincia, la Regione, lo Stato. Ricorrere a tutti i mezzi a disposizione, incluso l’impiego dell’Esercito Italiano, non rappresenta dunque una ‘resa delle armi’ agli eventi in corso ma in realtà un preciso dovere dettato, oltre che dalla norma, anche dal buon senso e dall’esame delle situazioni in continuo divenire”.
A Castiglione Messer Raimondo (Teramo) da sotto le macerie di un agriturismo, tirano fuori un bambino e la sua mamma, sono in condizioni di ipotermia. Caricati sull’elicottero Drago 54 sono trasportati in ospedale

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