RIGOPIANO: SILENZIO DI GHIACCIO – segui la diretta

22 gennaio– identificata una sesta vittima nell’albergo. Si tratta di un uomo, che non è stato ancora estratto.

Nevica in maniera copiosa nella zona dell’albergo.

Sono 24 i dispersi di Rigopiano: manca all’appello un giovane senegalese di 22 anni, Faye Dame, in possesso di un permesso di soggiorno ed era regolarmente assunto dall’hotel Rigopiano.

Nessuna novità da Rigopiano, dove si scava, si cerca disperatamente per riuscire a trovare qualcuno dei 23 dispersi. Sulla zona le condizioni climatiche non sono buone ma il lavoro non si ferma.

Per gli esperti, la slavina che si è staccata da monte Siella, a quota 2.400 metri, lunga più di 300 metri, è venuta giù ad una velocità di circa 100 chilometri orari, con 120mila tonnellate tra neve, rocce e alberi. Una forza incredibile e questo spiega come mai l’albergo si sia spostato a valle di quasi 10 metri.

Sono passate oltre 72 ore, davanti un’altra notte tra mille difficoltà per le squadre di soccorso che incessantemente continuano a cercare i 23 ospiti dell’Hotel Rigopiano Gran Sasso ancora dispersi. Per l’intera giornata si è continuato a scavare e, con l’utilizzo di apparecchiature speciali, a cercare di captare qualche segno di vita sono la neve e quel che resta del resort. Ma tutto tace: gli unici rumori, qualche scricchiolio delle strutture, stravolte dalla slavina di tre sere fa. Eppure la speranza è ancora viva. Si spera che chi è ancora imprigionato possa aver comunque trovato riparo in qualche locale. E’ successo e in nove, tra cui 5 bambini, sono stati salvati. Alcuni uomini del Soccorso Alpino, scavando a mano o con l’ausilio di piccole pale, avanzando da più punti, hanno riferito che si avvertono passaggi d’aria e calore. Dunque, bisogna necessariamente continuare, non mollare. E fare presto.

Il bilancio per adesso è fermo a 11 superstiti. Cioè: Adriana Vranceanu, 37 anni,,Gianfilippo e Ludovica Parete, moglie e figli del cuoco Giampiero, tra i primi ad essere salvati perché fuori dall’albergo nel momento in cui la struttura veniva travolta dalla slavina – era andato a prendere medicina in auto – e aveva subito dato l’allarme, chiamando un amico; Fabio Salzetta, il manutentore dell’hotel, salvatosi perché era in sala caldaia; Edoardo Di Carlo, 9 anni; Samuel Di Michelangelo, 7 anni; Vincenzo Forti, 25 anni e Giorgia Galassi, di 25, fidanzati di Giulianova; Francesca Bronzi, 25 anni, di Montesilvano; Giampaolo Matrone, 33 anni, di Roma.

Le vittime ufficiali, i cui nominativi sono stati diffusi dalla Prefettura di Pescara, sono: Alessandro Giancaterino, di Farindola, capo cameriere del resort, e il collega Gabriele D’Angelo; Nadia Acconciamessa, moglie di Sebastiano Di Carlo, che sono i genitori del piccolo Edoardo; Barbara Nobilio, di 51 anni, di Loreto Apritino, in vacanza con il marito, di cui non si hanno ancora notizie.

La Misericordia Pescara impegnata con 30 volontari che da tre giorni garantiscono la presenza fissa a Farindola, al campo base allestito a 500 metri dalle macerie dell’Hotel Rigopiano, devastato da una slavina mercoledì pomeriggio, al fine di garantire massima assistenza ai feriti e alle famiglie in attesa di notizie. Una maratona che da 64 ore vede impegnati gli uomini e le donne della Misericordia di Pescara, la prima ad arrivare sul luogo della tragedia, in affiancamento al servizio del 118, e che dal primo giorno continua a presidiare la postazione fissa con i propri mezzi. A fornire i numeri è stato il Governatore della Misericordia di Pescara Berardino Fiorilli, alla guida del coordinamento servizi dalla serata di mercoledì.

Il campo base Misericordia

Il campo base Misericordia

“Da tre giorni i miei ragazzi stanno garantendo uno sforzo immane che conferma la passione e l’abnegazione del volontariato – ha detto il Governatore Fiorilli -. La Misericordia di Pescara è stata mobilitata sin dalle prime ore del disastro e chiamata a far parte della colonna mobile dei soccorsi partita mercoledì stesso, dopo l’allarme della slavina che aveva travolto uomini e struttura. I nostri ragazzi hanno raggiunto il luogo della tragedia dopo una faticosissima marcia durata 12 ore, con fuoristrada e autoambulanza, prima di riuscire a raggiungere l’Hotel e da quel momento, allestito il campo base, non ci siamo fermati mai. Sul posto è operativo un esercito di 30 volontari che, organizzati in squadre, si danno il cambio e garantiscono una presenza costante, pronti a entrare in azione ogni qualvolta arriva l’allerta del ritrovamento di un ferito, al fine di garantire massima assistenza nel trasferimento sino all’eliambulanza che li porta all’ospedale civile di Pescara.

Identificata un’altra vittima tra quelle estratte oggi: si tratta di Nadia Acconciamessa, mamma di Edoardo Di Carlo, uno dei bambini messi in salvo ieri. Il padre del piccolo non è stato ancora trovato.

Le operazioni sono difficilissime e i segnali captati attraverso strumentazioni particolarmente sofisticate, la determinazione di quanti stanno lottando contro il tempo per raggiungere le altre 23 persone ancora disperse e sepolte nel resort, accendono e spengono con la stessa velocità entusiasmi e speranze.

Poco fa i soccorritori hanno smentito la notizia del Capo della Protezione Civile, Curcio, circa l’individuazione di altre due persone vive.

DUE PERSONE SAREBBERO ANCORA IN VITA. L’ANNUNCIO DATO DAL CAPO DELLA PROTEZIONE CIVILE, FABRIZIO CURCIO.

Al momento della sciagura nell’Hotel Rigopiano Gran Sasso c’erano 39 persone: 11 quelle estratte, compresi Giampiero Parete, il cuoco che ha dato l’allarme e Fabio Salzetta, tecnico del resort; 23 al momento i dispersi; 5 le persone decedute.

Cerisina Tedeschini e Andrea Papalia, rispettivamente procuratore aggiunto e sostituto presso il Tribunale di Pescara, sono stati nel luogo della sciagura per un sopralluogo. La magistratura, come si sa, hanno avviato un’inchiesta per reati di omicidio plurimo colposo e disastro colposo, al momento senza indagati. Ieri, sono stati sequestrati alcuni documenti in Provincia e in Prefettura: tra questi il Piano neve dell’ente e i bollettini meteo degli ultimi giorni.

Un mezzo dell’Esercito e altre ruspe spartineve stanno cercando di raggiungere altre frazioni di Farindola isolate. Il comune è senza luce da 5 giorni.

Nella zona di Rigopiano, a poca distanza dall’hotel, vi sono alcune case con persone isolate. I collegamenti telefonici con loro sono difficilissimi. La strada che conduce in quelle abitazioni è coperta da 2-3 metri di neve. Ci sono delle famiglie con anziani ma anche persone che vivono da sole.

I Vigili del Fuoco hanno riferito di essere in contatto con altri ospiti del resort ancora vivi, ma non si sa quante persone siano.

Estratte vive 4 persone, 2 uomini e 2 donne. Sono quelle individuate ieri. Un’altra sta per essere rirportata in superficie. Purtroppo rinvenuti i corpi di altre due donne.

Finora sono state tratte in salvo e portate fuori Adriana, Gianfilippo e Ludovica Parete, moglie e figli del cuoco Giampiero, tra i primi ad essere salvati perché fuori dall’albergo nel momento in cui la struttura veniva travolta dalla slavina – era andato a prendere medicina in auto – e aveva subito dato l’allarme, chiamando un amico, Edoardo di Carlo e Samuel Di Michelangelo. I soccorritori sono in contatto con Vicenzo Forti, Francesca Bronzi, Giorgia Galassi, Stefano Feniello e Giampaolo Matrone, che non sono stati raggiunti e sono ancora imprigionati tra neve e macerie. Due i morti: si tratta di Alessandro Giancaterino,  di Farindola, capo cameriere del resort, e il collega  Gabriele D’Angelo.

Un’altra notte da affrontare per i soccorritori, che continuano a scavare all’intero dell’hotel nella speranza di trovare altri ospiti vivi. Tutto avviene con molta cautela: l’area potrebbe essere soggetta a nuove slavine. La neve oggi non è venuta giù e le temperature non sono particolarmente basse. Condizioni che possono favorire distacchi dalle pareti delle montagne. Ma bisogna anche approfittare della tregua climatica per procedere nel resort e individuare altre aree dove potrebbero essere persone.

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