Slavina sull’Hotel Rigopiano a Farindola: Estratti altri superstiti. SEGUI AGGIORNAMENTI

Esercito e

Nella zona di Rigopiano, a poca distanza dall’hotel, vi sono alcune case con persone isolate. I collegamenti telefonici con loro sono difficilissimi. La strada che conduce in quelle abitazioni è coperta da 2-3 metri di neve. Ci sono delle famiglie con anziani ma anche persone che vivono da sole.

banner-660x150I Vigili del Fuoco hanno riferito di essere in contatto con altri ospiti del resort ancora vivi, ma non si sa quante persone siano.

Estratte vive 4 persone, 2 uomini e 2 donne. Sono quelle individuate ieri. Un’altra sta per essere rirportata in superficie. Purtroppo rinvenuti i corpi di altre due donne.

Finora sono state tratte in salvo e portate fuori Adriana, Gianfilippo e Ludovica Parete, moglie e figli del cuoco Giampiero, tra i primi ad essere salvati perché fuori dall’albergo nel momento in cui la struttura veniva travolta dalla slavina – era andato a prendere medicina in auto – e aveva subito dato l’allarme, chiamando un amico, Edoardo di Carlo e Samuel Di Michelangelo. I soccorritori sono in contatto con Vicenzo Forti, Francesca Bronzi, Giorgia Galassi, Stefano Feniello e Giampaolo Matrone, che non sono stati raggiunti e sono ancora imprigionati tra neve e macerie. Due i morti: si tratta di Alessandro Giancaterino,  di Farindola, capo cameriere del resort, e il collega  Gabriele D’Angelo.

Un’altra notte da affrontare per i soccorritori, che continuano a scavare all’intero dell’hotel nella speranza di trovare altri ospiti vivi. Tutto avviene con molta cautela: l’area potrebbe essere soggetta a nuove slavine. La neve oggi non è venuta giù e le temperature non sono particolarmente basse. Condizioni che possono favorire distacchi dalle pareti delle montagne. Ma bisogna anche approfittare della tregua climatica per procedere nel resort e individuare altre aree dove potrebbero essere persone.

Ludovica, 6 anni, era l’unica che mancava. Questa mattina era stata individuata ma non ancora raggiunta dopo il salvataggio della mamma Adriana Vranceau, 43 anni, e del fratello, Gianfilippo. Giampiero Parete è il cuoco che si è salvato dalla slavina perché nel momento in cui veniva giù, investendo il resort, era andato a prendere medicina in auto. Aveva subito dato l’allarme, chiamando un amico. Probabilmente senza quella chiamata, della sciagura si sarebbe saputo con molto ritardo. L’Hotel Rigopiano è isolato e lontano dal centro abitato di Farindola.

ESTRATTA VIVA LA FIGLIA DELLO CHEF PARETE. LA FAMIGLIA ORA E’ AL COMPLETO

5 persone estratte, una donna e 4 bambini, 5 ancora da estrarre. Lo ha dichiarato poco fa il Capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio

TRE BAMBINI ESTRATTI DAI VIGILI DEL FUOCO. SONO 6 FINORA I BIMBI TRATTI IN SALVO

Dieci persone individuate, due estratte. In corso l’estrazione della terza persona. Dopo aver individuato e raggiunto la settima persona, i soccorritori stanno parlando con altre tre persone, una donna e due bambini. Confermato quindi che ci sono altri due bambini in vita.

Smentita la notizia diffusa dal sindaco di Osimo che su Facebook ha scritto che tra le persone salvate ci sono Domenico Di Michelangelo, 41 anni, di Chieti, poliziotto in servizio nel centro marchigiano e la moglie Marina Serraiocco, 37, di Popoli. Al momento è salvo solo loro bambino di 6 anni.

I SOCCORRITORI SONO IN CONTATTO CON UNA DONNA E DUE BAMBINI

I Vigili del Fuoco, sulla base dei dati raccolti dalle persone finora estratte e sulla base della pianta dell’Hotel Rigopiano, acquisita subito dopo la sciagura, avanzano tra le macerie con obiettivi precisi. Questo fa pensare che molti degli ospiti erano in determinati luoghi del resort. Per gli esperti, la valanga, lunga più di 300 metri, che si è staccata dai 2.400 metri del monte Siella, ha spezzato in due la struttura, portando più a valle, di una decina di metri, fino alla zona delle piscine, gli ultimi piani dell’albergo, mentre l’altra parte ha retto all’urto. Estrarre le persone trovate vive non è semplice: c’è da salvaguardare la loro incolumità e quella dei soccorritori. Scavare la neve che si è compattata può provocare crolli.

Ilario Lacchetta, sindaco di Farindola, ha affermato che le persone ancora in vita sono state trovate nella zona bar dell’hotel. I Vigili confermano di aver trovato in vita una settima persona.

UN’ALTRA PERSONA VIVA E’ STATA INDIVIDUATA MA NON ANCORA RAGGIUNTA DAI SOCCORRITORI

SONO 11 LE PERSONE SALVARE FINORA, 10 QUELLE ANCORA DA CERCARE. AIUTO IMPORTANTE PER PROCEDERE NEI SOCCORSI E’ FORNITO DAL MANUTENTORE DEL RESORT, FABIO SALZETTA, SALVATOSI DALLA SLAVINA, COME IL CUOCO PARETE. AL MOMENTO DELLA SCIAGURA CHE HA DISTRUTTO IL RESORT ERA  IN SALA CALDAIA. SALZETTA, PUR FERITO STA GUIDANDO I SOCCORRITORI NELLA STRUTTURA ALBERGHIERA.

Tra le persone salvate alcune ore fa  i tre componenti della famiglia di Osimo: Domenico Di Michelangelo, 41 anni, di Chieti, poliziotto in servizio a Osimo; la moglie Marina Serraiocco, 37, di Popoli, e il loro bambino di 6 anni.

I VIGILI DEL FUOCO AVREBBERO INDIVIDUATO ALTRE PERSONE IN VITA

Tra le persone estratte ci sono Adriana Vranceau, 43 anni, il figlio, Gianfilippo. Sono moglie e figlio di Giampiero Parete, il cuoco che si è salvato dalla slavina perché nel momento in cui veniva investito il resort, era andato a prendere medicina in auto, dando poi l’allarme. Salva anche la figlia Ludovica Parete, di 6 anni.

I soccorritori hanno raccontato che le persone trovate vive hanno trovato riparo in un parte della cucina nella quale hanno trovato qualcosa con cui sfamarsi e accendere un fuoco per scaldarsi in questi due giorni.

Le prime a lasciare in elicottero la zona sono madre e figlia, già portate in ospedale.

SONO IN TOTALE OTTO LE PERSONE VIVE INDIVIDUATE DALLE SQUADRE DI SOCCORSO. TRA LORO DUE BAMBINE

5 persone sono fuori dalla macerie e stanno lasciando la zona in elicottero.

Si tratta di 3 uomini, 2 donne e una bambina.

L’area sopra il resort è sorvolata da due elicotteri, uno della Guardia Costiera con a bordo personale del 118, e uno dei Vigili del Fuoco. Aspettano che da terra diano indicazioni per far scendere i medici e dare soccorso ai sei superstiti. È probabile che i sopravvissuti, dopo la primissima assistenza, siano trasferiti in ospedale con gli stessi elicotteri. A Pescara, la struttura sanitaria è pronta a ricevere le persone estratte vive e dall’ospedale confermano l’arrivo anche se non conoscono le condizioni dei superstiti.

Ad individuare i superstiti, i Vigili del Fuoco. Il contatto con il gruppo dopo le ore 11. Sarebbero sorto un solaio dell’hotel.

INDIVIDUATE 6 PERSONE ANCORA VIVE SOTTO LE MACERIE DELL’HOTE. LE SQUADRE DI SOCCORSO STANNO SCAVANDO PER RAGGIUNGERLE. TRA LORO ANCHE 1-2 BAMBINI.

Si lavora senza sosta tra le macerie e la neve. Sono arrivate squadre del soccorso alpino da Piemonte, Lombardia e Veneto. Si avanza con lentezza, lo strato di neve che copre l’albergo è alto anche 4 metri. Sotto c’è la struttura, che è stata spostata in avanti di una decina di metri e dunque instabile. Un problema in più per i soccorritori. Anche entrare all’interno è molto pericoloso. Si sta tentando di aprire nuovi varchi mentre tutta l’area attorno al resort viene ripulita per poter operare meglio.

Il bilancio dei morti è di 4 morti e 25 dispersi.

“Prego e chiedo preghiere per le vittime della slavina, per i loro famigliari, per i dispersi, per i soccorritori, per i volontari e per tutti quelli che si prodigano ad aiutare chi, in questo momento, è in difficoltà”.

Sono queste le parole di monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne, mentre segue con ansia e dolore gli aggiornamenti sull’hotel di Farindola, nel territorio della diocesi, e, insieme alla Caritas, continua a mettersi in ascolto delle esigenze della sua gente ancora attanagliata in casa dalla neve e dalla mancanza di elettricità, per l’attivazione di reti di solidarietà.

“È una tragedia – continua il presule – perché la morte è sempre una tragedia, ancor più quando arriva improvvisa, inaspettata. La morte, così come la sofferenza, è un Mistero che possiamo affrontare nel silenzio, o tra le grida, che possiamo fronteggiare con rabbia, e che siamo costretti ad accettare o ad accogliere con fede. È un mistero, però, anche la vita, che entra spesso con gioia nella nostra storia; sono un mistero tante situazioni che si perpetuano nella nostra esistenza e fanno meraviglia. È sul mistero che accogliamo che dobbiamo puntare il nostro sguardo e il nostro cuore per trovare la forza di abbracciare anche il Mistero che ci fa dolore”.

Per l’occasione l’arcivescovo chiede ai suoi parroci la celebrazione della messa con la colletta in tempo di terremoto e invita a continuare con le reti di aiuto che si stanno attivando spontaneamente. «È doveroso ringraziare i soccorritori – afferma l’arcivescovo – i volontari e coloro che in questi giorni stanno facendo di tutto per risolvere le difficolta della nostra gente, ma è anche giusto notare come, in queste situazioni si attivino reti amicali e famigliari di aiuto reciproco che riempiono di carità la nostra fragile umanità».

È un messaggio di speranza quello che l’arcivescovo vuole lanciare, poggiato sull’esperienza di tanti che nella difficoltà riescono a leggere anche segni positivi: “Avere speranza – conclude monsignor Valentinetti – vuol dire saper porgere lo sguardo sulle situazioni positive – seppur minori delle disgrazie – che si realizzano anche nei momenti più bui. È solo un esempio, ma possono aiutarci le parole di un parroco, bloccato in paese con la sua gente, che rispondeva al nostro tentativo di metterci in contatto con lui, così: “Metri di neve e al quarto giorno senza energia elettrica. I telefoni funzionano solo per brevi tratti. Ai tanti disagi, però, corrisponde tantissima solidarietà. Questa esperienza che penso sia un po’ di tutti, ci dia forza e coraggio”.

Ilario Lacchetta, il giovane sindaco di Farindola, poco fa ha dichiarato che le speranze di trovare ancora in vita i dispersi è ridottissima.

Manca all’appello anche Ilaria Di Biase, 22 anni, di Archi, che lavorava al Rigopiano come cuoca.

Jessica non è di Lanciano ma di Vasto. Si tratta di Jessica Tinari, di 24 anni.

Tra i dispersi confermata la presenza di una giovane di Lanciano, Jessica.

I soccorritori hanno individuato il corpo di un’altra persona all’interno dell’albergo.

Secondo alcune indiscrezioni tra gli ospiti del resort ci sarebbe anche una persona di Lanciano. La notizia però non è ancora confermata. Così come non è confermato il numero delle persone presenti: potrebbe essere superiore a 30, come si è detto in precedenza. Non è escluso che alcuni clienti, arrivati nelle ore precedenti al terribile evento, non fossero state ancora registrate.

Attualmente sono una cinquantina i soccorritori all’opera a Rigopiano. Le squadre del Soccorso Alpino hanno delimitato l’area d’intervento e ora stanno procedendo con il sondaggio, così come si fa nei casi di slavine e valanghe. Si cammina sulla struttura, ricoperta da neve che raggiunge anche il 3-4 metri. Operazioni rischiose per la possibilità di crolli che possono mettere in pericolo gli stessi soccorritori. Finora nessun’altra persona è stata trovata. Il bilancio rimane ermo a tre morti e tre persone salvate.

Un altro corpo è stato recuperato poco fa.

Sale a due il numero dei morti. Il corpo di un’altra persona è stata estratto poco fa. Tre finora le persone salvate.

La Procura della Repubblica di Pescara ha avviato un’inchiesta sulla sciagura. Il fascicolo è stato aperto sull’ipotesi di reato di omicidio colposo. L’avvio dell’inchiesta è scaturita anche dopo la notizia che gli ospiti dell’albergo erano pronti a lasciare l’Hotel per le pessime condizioni climatiche e per le scosse di terremoto. Attendevano l’arrivo di una turbina, richiesto dai gestori del resort, che era rimasto isolato.

Secondo alcune fonti, tra le persone disperse risultano esserci una coppia di Castel Frentano. Si tratta di Luciano Caporale e Silvana Angelucci.

Una delle due persone salvate stamattina all’alba ha riferito che ieri pomeriggio gli ospiti dell’albergo erano in procinto di lasciare l’Hotel Rigopiano Gran Sasso. Aspettavano di mettersi in marcia appena dopo l’arrivo di uno spazzaneve che sarebbe dovuto arrivare nella località alle 15. Invece, l’intervento per liberare la strada è stato posticipato.

La colonna mobile è arrivata nella zona dell’albergo.
I dispersi sono almeno 30. Una slavina intralcia la colonna dei soccorsi, a un chilometro dall’albergo. Sul posto stanno operando ancora gli uomini del Soccorso Alpino. Nella struttura, secondo quanto comunicato da chi ha raggiunto la struttura ed è riuscito ad entrare, silenzio più assoluto.
L'Hotel Rigopiano Gran Sasso ripreso da un elicottero dei Vigili del Fuoco

L’Hotel Rigopiano Gran Sasso ripreso da un elicottero dei Vigili del Fuoco

La struttura è completamente crollata e la ricerca delle persone, tra ospiti e personale avviene con moltissime difficoltà. Lo confermano gli uomini  del gruppo del Cai di Campo Imperatore e il soccorso alpino delle Fiamme Gialle. La slavina è stata particolarmente violenta e oltre alla neve l’Hotel è stato investito da altri materiali venuta giù dalla montagna. La potenza è stata tale da spostare l’intera struttura di alcune decine di metri.

Le squadre di soccorso hanno estratto la prima vittima. E’ entrato in azione un elicottero dei Vigili del Fuoco. Il Rigopiano Gran Sasso è completamente sommerso. L’ipotesi che avanza è che la zona è stata interessata da un movimento franoso, avviatosi in conseguenza dei movimenti tellurici di ieri.

Le squadre del gruppo del Cai di Campo Imperatore e il soccorso alpino delle Fiamme Gialle sono arrivate sul posto con moltissima fatica: sono state messe in salvo due persone ma ci sono anche delle persone che hanno perso la vita. Al momento è impossibile capire quanti ospiti siano ancora vivi. La colonna mobile organizzata da ieri sera è ferma a tre chilometri dall’Hotel.
La cronaca di ieri

Una slavina si è abbattuta sull’Hotel Rigopiano Gran Sasso, a Farindola. Non si hanno notizie se nella struttura ci fossero ospiti. La notizia è stata diffusa dal presidente della Provincia di Pescara, Di Marco.

E’ già scattato l’allarme e sul posto stanno intervenendo squadre di soccorso. Allertata anche la sala operativa della Prefettura di Pescara. In questo momento sulla zona c’è una forte bufera di neve che sta rallentando la marcia dei soccorritori. Impossibili le comunicazioni telefoniche.

Secondo quanto si è appreso successivamente alle prime notizie, nella struttura alberghiera vi sarebbero tra i 15 e i 20 ospiti oltre ai dipendenti. La slavina si sarebbe staccata dalla montagna con le nuove nevicate, neve che si è depositate su quella caduta la settimana scorsa. Il distacco è avvenuto anche per le continue scosse di terremoto.

L’Hotel Rigopiano, che si trova a poca distanza da Farindola, è alle pendici del Gran Sasso. A determinare la slavina sarebbero state le scosse di terremoto di oggi che hanno fatto scivolare una gran quantità di neve caduta negli ultimi giorni e che non si è compattata con la precedente venuta giù l’altra settimana.

La conferma della sciagura giunge anche dal Presidente della Regione, Luciano D’Alfonso.

A dare l’allarme, da quanto si apprende, sono stati due ospiti, che erano fuori della struttura alberghiera. Hanno parlato di crolli.

Dalle notizie che arrivano si parla al momento di tre dispersi. Avanza l’ipotesi che più di una slavina possa essersi trattato di un cedimento strutturale dell’Hotel per il peso della neve ma la versione non trova conferme.

Le squadre di soccorso, alle 23, non sono ancora riuscite a raggiungere Rigopiano.

Le ultime notizie sul viaggio che i soccorritori stanno facendo per raggiungere l’Hotel Rigopiano Gran Sasso è piena di ostacoli. La strada sulla quale si trovano ambulanze e altri mezzi è aperta da una turbina, che procede lentamente. Lungo il percorso si sarebbe avuta un’altra slavina, che ha trascinato alberi e massi, bloccando l’avanzata ai soccorritori che sono a sette chilometri dalla struttura. Uomini del Soccorso Alpino si sarebbero messi in marcia con gli sci. E’ una lotta contro il tempo per prestare gli aiuti. Un’altra informazione, che è arrivata agli uomini che stanno cercando di raggiungere Rigopiano sollecita il pronto intervento: una coppia di ospiti, imprigionata nelle macerie, ha inviato un sms nel  quale hanno scritto: “Stiamo morendo di freddo, fate presto”.

 

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