Convegno a Chieti su “Le sfide del giornalismo ai tempi di Francesco”

La grande capacità comunicativa di Papa Francesco è ormai nota in tutto il mondo. I suoi discorsi semplici, ma nello stesso tempo carichi di significato evangelico, appassionano e scuotono le coscienze dei fedeli, che nutrono una forte ammirazione per questo “vivace” pontefice. Francesco, con le sue singolari iniziative, sta rivoluzionando la Chiesa cattolica come nessun predecessore ha mai fatto. La quotidianità del “Papa venuto quasi dalla fine del mondo”, come egli stesso si definì durante in primo discorso tenuto in Vaticano appena dopo l’elezione a successore di Pietro, è stata raccontata da illustri relatori in un interessante convegno sul tema “Le sfide del giornalismo ai tempi di Francesco”.

Il seminario, promosso dall’Ordine dei Giornalisti dell’Abruzzo, dall’Unione Cattolica della Stampa Italiana (Ucsi) e dai Vescovi dell’Abruzzo, si è svolto sabato scorso nella sala conferenze della Camera di Commercio di Chieti. Il primo intervento è stato quello dell’arcivescovo della Diocesi di Chieti-Vasto, mons. Bruno Forte, spesso consultato telefonicamente dal Pontefice. L’alto prelato ha messo in evidenza la rivoluzione comunicativa di Papa Francesco, dalla sincerità spiazzante, che ama il contatto diretto con le persone, comunicando in maniera semplice e quindi comprensibile.

«Il Santo Padre – ha spiegato Forte – vive le sue giornate nella massima sobrietà, per cui non ama essere appariscente. Egli meraviglia la gente con le sue singolari azioni a sorpresa che a volte si discostano dal rituale protocollo di un pontefice».

Il vescovo di Chieti-Vasto ha infine precisato che “amore e verità devono essere le vere coordinate del giornalista”. Dopo mons. Forte ha preso poi la parola Gian Guido Vecchi, noto vaticanista del Corriere della Sera, che spesso segue il Papa nei suoi viaggi apostolici nel mondo. Vecchi ha raccontato uno spaccato del santo Padre visto dagli occhi del cronista. «Raccontare Francesco è difficile – ha esordito Vecchi. – Egli, infatti, è solo apparentemente semplice. In realtà ha una preparazione culturale di alto livello». E’ stata quindi la volta di mons. Angelo Spina, arcivescovo della Diocesi di Sulmona-Valva nonché delegato del laicato, della cultura e delle comunicazioni sociali di Abruzzo e Molise. Spina, parlando ai giornalisti presenti in sala, ha sottolineato che l’operatore della comunicazione non è il portatore della verità, ma deve essere posseduto dalla verità”. Ultimo intervento è stato quello di mons. Emidio Cipollone, arcivescovo della Diocesi di Lanciano-Ortona. «I giornalisti – ha detto Cipollone – devono aiutare a formare le coscienze». Gli interventi sono stati coordinati dalla giornalista di Rai3 Angela Trentini.

 

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