RIGOPIANO: novità nelle indagini sul disastro – SEGUI DIRETTA

Il bilancio aggiornato della sciagura è di 11 sopravvissuti, 7 deceduti e 22 dispersi. Il corpo della donna è stato trovato in uno stanzino vicino alla zona della cucina e del bar ed è stato portato fuori. Non ancora estratto il corpo della sesta vittima, individuata ieri.

Sale a sette il bilancio delle vittime. I soccorritori hanno rinvenuto il corpo di una donna

banner-660x150Il procuratore aggiunto della Repubblica di Pescara, Cristina Tedeschini, in conferenza stampa, poco fa,  ha precisato che “allo stato “allo stato questa Procura ha aperto un fascicolo d’inchiesta: un unico fascicolo, un unico contenitore in cui stanno confluendo tutti gli elementi in un modello 44 che è per ora contro ignoti. Questo include – ha spiegato il magistrato -, le informazioni relative alla viabilità nelle ore intorno al disastro, e alla formazione e caduta della slavina. Circostanze che si accompagnano alla catastrofe che avete visto, cioè alla caduta di una valanga su quell’albergo, quindi tutte le circostanze relative alla realizzazione di un albergo lì, alla sua apertura e stato di esercizio in quel momento, tutte le circostanze relative alla formazione e alla successiva caduta di una valanga, tutto il tema della viabilità, accesso o non accesso rispetto a quell’esercizio pubblico”.

Ma la Tedescinini, che porta avanti l’inchiesta insieme al sostituto Andrea Papalia, vuol anche capire altro. Lo aveva affermato prima dell’incontro con i giornalisti di oggi. “Per quanto mi riguarda, mi pare assodato che l’hotel sia stato costruito in una zona a rischio valanga, pur in presenza di tutte le autorizzazioni urbanistiche, ambientali o edilizie in regola. Quindi voglio sapere come viene gestito questo rischio, come viene monitorato il rischio e che provvedimenti sono stati presi. Quindi non è detto che il soggetto interessato sia solo l’eventuale proprietario, ma chi anche chi ha in carico le gestioni del rischio ambientale”. E spunta una relazione geomorfologica, risalente al 1991, conosciuta anche dalla Regione Abruzzo, che conferma che il resort è stato realizzato su detriti accumulatosi in seguito a precedenti valanghe.

Sono stati ritrovati vivi i tre cuccioli di pastore abruzzese, figli di Nuvola e Lupo: i piccoli erano erano nella cabina elettrica dove era stata fatta la loro cuccia. A Trovarli i carabinieri forestali. I genitori si erano salvati dal crollo ed erano scesi più a valle nei giorni scorsi

“Una situazione particolare, che non ha precedenti”. Così è stata definita dagli esperti del Soccorso Alpino Italiano. “Non possiamo basarci su esperienze passate e quindi agire di conseguenza. E’ un caso unico”. E questo spiega le difficoltà in cui si opera.

Un’altra notte è trascorsa ma non arrivano novità da Rigopiano. I soccorritori, dopo aver lavorato per ridurre lo strato di neve che preme sulle strutture dell’hotel, stanno aprendo altri varchi per poter penetrare all’interno oltre quelli già scavati nei giorni scorsi e che hanno permesso di portare fuori nove persone. L’obiettivo ora è arrivare nella zona cucine dove si ritiene che vi possano essere altri ospiti del resort. Un cammino assolutamente complicato, non foss’altro perché la slavina ha stravolto l’assetto dell’albergo

Il bilancio provvisorio del disastro è di 11 sopravvissuti, 6 morti e 23 dispersi. Tra poco verranno dimessi i bambini salvati dalle macerie nei giorni scorsi: lo ha annunciato il primario di pediatria dell’ospedale di Pescara, Giuliano Lombardi

Va avanti l’inchiesta della magistratura pescarese che vuol accertare eventuali responsabilità su quanto accaduto nella zona di Farindola. Gli elementi in possesso del pm Cristina Tedeschini non sono pochi: dalla telefonata, che sarebbe stata sottovalutata, alla Prefettura – quella di Quintino Marcella, allertato via sms dall’amico Giampiero Parete, coinvolto ma sopravvissuto alla tragedia, ndr -,   la richiesta d’intervento via email alla Provincia di Pescara dal direttore dell’albergo Bruno Di Tommaso ‘perché gli ospiti hanno avvertito le scosse di terremoto e vogliono lasciare Rigopiano…’;   le turbine ferme, perché guaste. Non solo: l’albergo, secondo ad alcune relazioni trovate in Regione, sarebbe stato realizzato su detriti accumulatosi per antiche valenghe. Un altro elemento che dovrà essere valutato dal pm Tedeschini, che ha definito Rigopiano ‘zona di valanghe’.

C’è poi un’altra novità: secondo  la Prefettura, il proprietario dell’Hotel, da Pescara, avrebbe rassicurato sulla situazione nel resort. Una telefonata avvenuta dopo la slavina e avvenuta alla 17:40 proprio per verificare la veridicità dell’allarme. Dunque, da quel che rende noto la Prefettura, alla chiamata dirottata dal 113 alla propria funzionaria, la prima fatta dal docente del ristoratore Marcella, tanto per capirci, avvenuta intorno alle 17:30, si sarebbe dato seguito. La funzionaria, che era al lavoro per far fronte alle numerose emergenza nella provincia di Pescara, forse per l’imossibilità di comunicare direttamente con Rigopiano, avrebbe poi verificato se quell’allarme avesse qualche fondamento e alle 17:40, avrebbe chiamato il direttore, Di Tommaso, che si trovava a Pescara. Di Tommaso avrebbe confermato alla funzionaria della Prefettura di non avere notizie di valanghe, anche se non aveva sentito di recente gli operatori rimasti nell’hotel. Lassù i collegamenti sono interrotti già prima della slavina. Marcella insiste, chiama 112, 115 e 117. Ma prima che partano i soccorsi, trascorrono quasi 3 ore dalla telefonata su Whatsapp fatta dal cuoco, Giampiero Parete, che martedì si è salvato perché casualmente fuori dalla struttura, al suo datore di lavoro Marcella. Una lunga sequenza di incomprensioni, ma anche di omissioni.

L’Enel ha annunciato la riduzione della portata d’acqua del lago di Campotosto. Ma attualmente il bacino, tra i più gradi in Europa, è ghiacciato. A Montereale l’emergenza neve è superata ma resta l’allerta terremoto. Il paese è quasi deserto: l’80 per cento delle abitazioni è inagibile.

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