Forum H20 vs Regione: duro botta e risposta

E’ scontro tra la Regione Abruzzo e il Forum H20. Un botta e risposta a distanza dai toni duri: da una parte l’associazione ambientalista che denuncia il caos politico-istituzionale nei momenti critici dell’ondata di maltempo che ha colpito l’intero territorio abruzzese; dall’altro la Regione che accusa il Forum H20 di “utilizzo a fini politici e propagandistici della sofferenza delle persone, che è inaccettabile, e richiederebbe che almeno si avesse l’onestà da parte del suddetto Forum di presentarsi per quello che è: un segmentino politico di opposizione che fa propaganda e non informazione”

Veniamo ai fatti. In mattinata, l’associazione ambientalista, che nella tragedia di Rigopiano è andata a riscoprire carte che non passeranno certo inosservate alla magistratura che indaga sulla sciagura del resort (le valanghe che hanno colpito quella località in passato, ndr), ha preannunciato una serie di iniziative per far luce sulle cause del blackout elettrico che per giorni ha tenuto gran parte dell’Abruzzo al buio e la mancanze nella gestione dell’emergenza. “Due fattori che hanno contribuito a mettere in ginocchio un’intera regione dal punto sociale, economico ed ambientale nonchè di immagine afferma il Forum, che preannuncia la presentazione di esposti a tutte le procure abruzzesi, a quella di Roma e a quella di Milano.

Nel comunicato, che traccia i prossimi passi, il Forum H2O sostiene che “quanto accaduto segna uno spartiacque nella storia della regione e forse per alcune vicende, anche per l’intero paese. Erano decenni, forse dal 1980 in Irpinia, che sul campo non si vedeva una tale irresponsabilità e una totale disorganizzazione, con la liquefazione dello scheletro dello Stato in un’area così vasta. Di fatto hanno operato tanti singoli, quasi sempre con abnegazione e spirito di servizio che a volte hanno sconfinato nell’eroismo a cui va il nostro rispetto e ammirazione, ma in un quadro di totale impreparazione a gestire un fenomeno largamente previsto. L’emergenza, in maniera purtroppo spietata, ha disvelato il fallimento complessivo dell’azione amministrativa e politica di decenni a partire dalla programmazione errata degli investimenti sul territorio, tutti incentrati su grandi opere e non sulla cura dell’esistente, a partire da strade e reti elettriche di Terna ed Enel. Basti pensare che in Abruzzo il principale investimento di Terna, realizzato con i soldi dei cittadini, è un cavo dal Montenegro che vale un miliardo di euro e di cui neanche Terna riesce ad individuare bene la funzione. Non osiamo immaginare quanti tralicci potrebbero essere sostituiti in Abruzzo o almeno manutenuti e in diversi tratti le reti interrate, con un miliardo di euro! Sono saltati anche tutti i processi gestionali, da quelli organizzativi relativi alla prevenzione a quelli dell’emergenza. La scena del Presidente della Regione D’Alfonso che cerca di risolvere un’emergenza che vedeva colpite 500.000-700.000 persone attraverso la sua pagina facebook (facebook!) personale, al di fuori di ogni procedura prevista, rivendicandolo pure senza neanche accorgersi che era proprio la prova del fallimento, sia un’immagine che a nostro avviso ha il sapore della farsa, se non ci fosse il dramma vero”. E ancora: “Non sappiamo come si stiano coordinando le Procure ma riteniamo che sia necessario, se non lo hanno già fatto, creare un pool investigativo vista la mole di lavoro che hanno davanti, a partire dall’analisi delle strategie d’azienda per verificare se tutto ha funzionato oppure se vi sono responsabilità da perseguire anche per l’uso di soldi pubblici. A nostro avviso la ricerca della verità va allargata, vagliando l’attività del Ministero dello Sviluppo Economico, che sovrintende le reti e a cui abbiamo inviato il primo messaggio di allarme già lunedì 16 alle ore 12:04. Poi l’Autorità dell’Energia, che dovrebbe sorvegliare l’azione delle aziende, visto che è riuscita recentemente anche a premiare Terna per il Villanova – Gissi con 19 milioni di euro delle nostre bollette. Una beffa!”. Per quanto riguarda gli esposti sul caos organizzativo istituzionale il Forum H2O sostiene che “la filiera prevista della Legge 225/1992 sulla Protezione Civile, così come recepita e organizzata dalla legge regionale e dai documenti di programmazione dell’Assessorato competente, ci pare essere saltata fin dalla fase di prevenzione, a partire dalla consapevolezza di non avere i mezzi necessari per affrontare il maltempo che era stato preventivato nei minimi particolare dai siti meteo (2-3 metri di precipitazioni da lunedì 16 erano previsti da giorni e giorni). Chi ha “disorganizzato” il sistema con le conseguenze che abbiamo visto? Vogliamo ricordare che in questa tragedia ci sono stati morti asfissiati dopo aver usato un generatore per scaldarsi, morti di ipotermia, feriti. Crediamo che morire nella tormenta dopo aver scritto l’ultimo messaggio su facebook “Dove siete quanto servite!?”, come ha fatto Mattia Marinelli, sia un atto di accusa che deve avere soddisfazione. Anche per la loro memoria e per i loro congiunti dobbiamo e vogliamo contribuire alle azioni volte ad ottenere giustizia. Il Forum H2O vuole proporre un’azione di medio-lungo periodo con cittadini ed altre reti di associazioni per approfondire le gravissime criticità emerse e promuovere soluzioni, a partire dalla profonda revisione del Masterplan sul quale sembra che si stia formando largo consenso sociale ed istituzionale, affinché non avvenga il definitivo collasso economico, sociale ed ambientale della regione. Per realizzare tutte queste attività in forma partecipata una prima assemblea aperta a tutti è in programma il prossimo 4 febbraio a Pescara alle ore 17 presso la Libreria Primo Moroni”.

Nel pomeriggio è arrivata la replica della Regione. A farsi sentire Camillo D’Alessandro coordinatore della maggioranza in Consiglio regionale, e il Sottosegretario alla Presidenza Mario Mazzocca, con delega alla protezione Civile.

“Finalmente il Forum H20 getta la maschera – afferma D’Alessandro – e si rivela per quello che è: un’associazione collaterale ad una parte dell’opposizione, dedita alla propaganda politica contro la Giunta regionale. Ci chiediamo infatti se l’Augusto De Sanctis che oggi ha tenuto la conferenza stampa sia lo stesso che risulta essere collaboratore del Servizio Legislativo del Gruppo del Movimento Cinque stelle alla Camera dei deputati, perché se fosse la stessa persona avrebbe dovuto dirlo non solo nella conferenza stampa di oggi ma in ogni occasione in cui esprime giudizi. Dopo aver per settimane e settimane inondato i media italiani, oltre che la Procura della Repubblica, di informazioni  fuorvianti – smentite da tutti gli studiosi nonché dal comunicato ufficiale dell’Ordine dei geologi abruzzesi – il Forum H20 svela qual era il suo vero obiettivo, perseguito in modo peraltro maldestro: sollevare un gigantesco polverone e creare confusione per poi – nella nebbia in cui tutti sono responsabili – poter attaccare la Giunta regionale”.

Interviene anche il Sottosegretario Mazzocca: “Cosa c’entra la Regione con i disservizi causati dai ritardi di grandi compagnie multinazionali della fornitura elettrica? Per quale ragione il Presidente della Regione Luciano D’Alfonso non avrebbe dovuto utilizzare i canali dei social media per cercare di evidenziare ai centri di soccorso e di emergenza le situazioni di maggiore difficoltà, anche a fronte dei ritardi riscontrati nel ripristino di servizi essenziali che non dipendevano direttamente dalla Regione? Non solo la Regione non ha responsabilità di tali disservizi, ma è parte attiva e protagonista nel pretendere il ristoro dei danni subiti da cittadini e imprese, e nel sollecitare gli investimenti necessari affinché non accada di nuovo quanto è successo durante l’emergenza data dal maltempo. Così come è evidente che non c’è nessun rapporto tra questi disservizi e il Masterplan, che contiene al contrario interventi fondamentali per la messa in sicurezza del territorio e la modernizzazione dei collegamenti infrastrutturali della regione. Solo in una visione manichea ed ideologica, frutto della più assurda propaganda politica, si può stabilire una contrapposizione che non ha alcun fondamento, poiché parliamo di risorse – quelle per la rete della fornitura elettrica e quelle del Masterplan – che hanno fonti completamente diverse, private in un caso e pubbliche nell’altro”.

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