Rigopiano: macchina di prevenzione praticamente spenta

Alla ricerca della verità, capire cosa non ha funzionato per  Rigopiano. E non solo. Questa triste e dolorosissima pagina porterà alla luce com’è organizzata, gestita e le capacità nelle gestione delle emergenze in Abruzzo.

banner-660x150Non sarà un percorso semplice per Cristina Tedeschini e Andrea Papalia, i magistrati che si stanno occupando della sciagura del 18 gennaio scorso. Un aspetto è già assodato: non si è capito che gli apparati di Protezione Civile, delle Forze dell’Ordine, dell’Esercito e di quanti sono preposti alla sicurezza dei cittadini non possono essere allertati e messi in campo solo per i terremoti. Anche la neve è una emergenza e andava affrontata con la stessa serietà. Soprattutto in termini di prevenzione. La perturbazione in arrivo nella seconda settimana di questo maledetto gennaio con il suo carico di neve era stata abbondantemente preannunciata. L’Abruzzo si stava riprendendo a fatica dalle criticità vissute nella precedente ondata di maltempo d’inizio mese. Turisti bloccati nelle località sciistiche dell’Alto Sangro durante il ponte dell’Epifania; camionisti fermati per giorni sulla Trignina, divenuta impraticabile; freddo e ghiaccio ovunque, soprattutto nelle zone terremotate del teramano e aquilano. E di nevicate, copiose e dannose, si sono vissute anche negli ultimi anni. Dunque, sarebbe stato opportuno allertare e, soprattutto, verificare disponibilità uomini da impiegare e censire i  mezzi da mettere in campo. Azioni fatte solo in parte, trascurando di fatto un altro aspetto: organizzarsi significa risparmiare in termini di interventi e di soldi. Altrimenti si correrà solo dopo e tutto diventerà ‘eccezionale’.

Ma tant’è.

E veniamo all’inchiesta sulla slavina, che ha ucciso 29 persone nell’Hotel Riopiano Gran Sasso. Una massa di neve mista a rocce, alberi e detriti venuta giù con violenza inaudita. Non ha perso la sua forza devastatrice nemmeno dopo essere andata a battere contro un costone del canalone, scavato nel tempo sul monte Siella da precedenti valanghe, e precipitato in basso, verso il Rigopiano, da un’altezza di 2.400 metri. La Procura ha nominato  tre consulenti (2 ingegneri del Politecnico di Torino e un geologo proveniente da Trento) per ricostruire l’evento. Anche se il Rigopiano era a rischio e nonostante questo è stato comunque realizzato in un punto critico.

Ieri, a Pescara, è stato sentito il sindaco di Farindola, Ilario Lucchetta. Una deposizione importante per vari aspetti. Il primo cittadino ha sempre affermato di non aver ricevuto e, quindi, di non aver preso visione del bollettino del Meteomont, con il quale s’avvertiva sulla possibilità di slavine e valanghe. Farindola era tagliata fuori dalle comunicazioni: senza luce, collegamenti telefonici praticamente impossibili, strade impraticabili. Oggi, con il senno del poi, tutto appare assurdo, quasi che il destino dell’hotel fosse bello che designato e tutto è andato come doveva. D’altro canto lassù già in passato gli ospiti erano rimasti bloccati per la neve. L’albergo era attrezzato per quelle evenienze e chi aveva contatto per prenotazioni non era stato sconsigliato a salire per una vacanza. Nessuno s’aspettava la slavina, nessuno si è ricordato che in passato altre volte era scesa da monte Siella.

Ma non è così, non può essere così. C’è qualcosa che non funziona nel sistema di prevenzione e di predisposizione dei servizi in caso di soccorso. Se è vero che Lucchetta non ha ricevuto avvisi,  tra scosse di terremoto in atto, nevicate in corso, circolazione stradale in difficoltà, luce che manca (dal 17 gennaio) come mai nessuno ha verificato quel che stava avvenendo nei centri abruzzesi? Dovrebbe esserci chi riceve segnalazioni d’emergenza ma anche chi s’informa su quanto sta avvenendo sul campo. Un collegamento, una rete fondamentale, giustificata anche dai continui movimenti tellurici. Non osiamo immaginare cosa sarebbe potuto accadere il 18 gennaio se ci fosse stata un sisma di intensità maggiore di quelli registrati (quattro di magnitudo 5) quel giorno.

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