Treglio: violenze e minacce alla moglie e all’amante: arrestato

Maltrattamenti in famiglia, violazione degli obblighi di assistenza familiare e atti persecutori nei confronti dell’ex coniuge e della nuova compagna. Con queste accuse, contenute nella richiesta di arresto inoltrata dal Procuratore Capo facente funzioni, Rosaria Vecchi, e accolte dal Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Lanciano, Massimo Canosa, un 39enne di Treglio, D.F.L., è finito in carcere.

A mettere in moto la macchina investigativa, la denuncia da una delle due donne, i carabinieri di San Vito Chietino e della Compagnia di Lanciano hanno potuto scoprire che l’uomo, nel periodo 2010 al giugno del 2016, ha maltrattato l’ex moglie, in alcuni casi l’ha picchiata e minacciata di morte anche davanti ai 3 figli minori. Non solo, in preda all’ira, ha esteso le sue violente intenzioni anche nei confronti del suocero. Come se non bastasse, dopo aver lasciato moglie e figli e iniziato la convivenza con l’amante, non ha versato i mezzi di sussistenza alla famiglia. Anzi, una volta scoperto che l’ex coniuge aveva iniziato le pratiche per ottenere la separazione, ha iniziato a perseguitarla e a minacciarla, di persona, per telefono e con sms, soprattutto per quanto riguardava la gestione dei figli. Minacce, tra l’altro, rivolte anche in presenza dei carabinieri. Lasciato anche dall’amante, sospettosa che in realtà tra il suo compagno e l’ex moglie vi fosse ancora un legame, l’uomo ha iniziato a intimorirla, usando toni aggressivi anche lei.

Una situazione che il Procuratore Vecchi ha ritenuto gravi e pericolosa per l’incolumità delle persone coinvolte, chiedendo quindi che fosse emesso un provvedimento restrittivo, eseguito in queste ore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *