Costa dei Trabocchi: la Consulta boccia l’istituzione del Parco

“Dal momento che il Parco naturale regionale, istituito con la legge regionale Abruzzo n. 38 del 2015, per le ragioni sopra esposte non comprende in via prevalente un’area di terra emersa, ma esclusivamente un’area marina, esso è in realtà da ascrivere alla aree marine protette, e pertanto la suddetta legge si pone in contrasto con la classificazione e l’istituzione delle aree naturali di cui agli artt. 2, 18, 19 e 20 della legge n. 394 del 1991 e, di conseguenza, con l’art. 117, secondo comma, lettera s), Costituzione, che attribuisce allo Stato la competenza legislativa esclusiva in materia di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema: materia nella quale rientrano le aree marine protette”.

In altre parole, la Regione Abruzzo non aveva il potere di istruire il Parco naturale regionale della Costa dei Trabocchi, perché essendo di fatto è una riserva marina, la competenza spetta allo Stato.

Queste le motivazioni per le quali i giudici della Corte Costituzionale, presieduta da Paolo Grossi e dai giudici Giorgio Lattanzi, Aldo Carosi, Marta Cartabia, Mario Rosario Morelli, Giancarlo Coraggio, Giuliano Amato, Silvana Sciarra, Daria de Pretis, Nicolò Zanon, Franco Modugno, Augusto Antonio Barbera e Giulio Prosperetti,  con sentenza n° 36, depositata ieri, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale degli artt. 1, comma 1; 2, commi 1, 2 e 4; 3, comma 1; 6, 7 e 9 della legge della Regione Abruzzo 6 novembre 2015, n. 38 recante (che porta la firma di Pierpaolo Pietrucci e Luciano Monticelli del Partito democratico e di Mario Mazzocca di Sinistra ecologia libertà.), per l’Istituzione del Parco Naturale Regionale Costa dei Trabocchi e modifiche alla legge regionale 21 giugno 1996, n. 38 (Legge-quadro sulle aree protette della Regione Abruzzo per l’Appennino Parco d’Europa), dichiarando, in via consequenziale, ai sensi dell’art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87 (Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale), l’illegittimità costituzionale degli artt. 1, commi 2 e 3; 2, comma 3; 4, 5, 8, 11 e 12.

La Consulta, dopo due anni, ha dato ragione al Governo. La legge 38 era stata impugnata, nel dicembre 2015, dal governo di Matteo Renzi, che aveva ravvisato una invasione nella materia di esclusiva competenza statale, da parte della Regione Abruzzo in violazione degli articoli 117 e 118 della Costituzione. Regione che aveva approvato all’unanimità la legge ritenuta un utile strumento per opporsi ad ogni ipotesi di insediamento di trivelle petrolifere che avrebbero dovuto sorgere proprio davanti alle sue coste e, dunque anche davanti all’area protetta, tra San Vito Chietino e Rocca San Giovanni.

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