Mega discarica di Bussi: in Appello ristabilita la verità

Avvelenamento colposo delle acque. La Corte d’Assise d’Appello de L’Aquila, presieduta da Luigi Catelli, dopo una lunga camera di consiglio ha ribaltato la sentenza di primo grado pronunciata il 19 dicembre 2014 dalla Corte d’Assise di Chieti, e ha condannato a 3 anni di reclusione, pena condonata, Maurilio Agugia, Carlo Cogliati, Leonardo Capogrosso e Salvatore Boncoraglio; alla pena di due anni, anche questa condonata, Nicola Sabatini, Domenico Alleva, Nazzareno Santini, Luigi Guarracino, Carlo Vassallo e Giancarlo Morelli. Si tratta nella maggior parte dei casi di ex manager della Montedison.

banner-660x150Ma cosa ancor più importante, ha riconosciuto il disastro colposo come aggravante, in virtù del quale sono state inflitte le condanne agli imputati, che speravano nella prescrizione.

Un verdetto che riconosce come quella della Montedison di Bussi sul Tirino, sia da inquadrare come una mega discarica di veleni. La sostanziale modifica della sentenza di primo grado ha prodotto, secondo quanto letto dal presidente Catelli, il risarcimento dei danni e provvisionali a carico degli imputati quantificati in 3,7 milioni di euro così ripartiti: 2,705 milioni di provvisionali e 592 mila euro, che con gli oneri arriveranno a un milione di spese legali. Ma questi aspetti verranno trattati in sede civile.

“La sentenza pronunciata segna un punto a favore della tutela del territorio e conferma che questa deve rappresentare una priorità centrale sia per il mondo economico, che sull’ambiente si insedia – ha commentato il sindaco di Pescara, Alessandrini -; sia per chi governa il territorio e deve fare rispettare le regole; sia, infine, per ogni membro della comunità che ha il diritto a vivere in un ambiente sano, ma ha anche il dovere di tutelarlo. Compito della Pubblica Amministrazione è bloccare sul nascere fenomeni gravissimi di inquinamento e proteggere la comunità dai rischi che comportamenti irresponsabili possono arrecarvi. Quello che è accaduto a Bussi è grave ed ha un costo sociale oltre che economico. Il Comune di Pescara si è costituito parte civile nel processo, perché si andasse fino in fondo con l’accertamento delle responsabilità e dei fatti. In favore del Comune sono stati liquidati a titolo di provvisionale 200.000 euro, è la somma più alta fra quelle erogate ai Comuni interessati e che impiegheremo a favore delle politiche ambientali”.

Augusto De Sanctis, attivista del Forum H2O, ha affermato che  “dopo quanto accaduto in fase di udienza preliminare e in primo grado questa sentenza di appello almeno ristabilisce la verità su fatti di inaudita gravità che hanno riguardato la qualità della vita di 700.000 persone. Le pene sono miti – a cui si aggiunge il condono con contorno di prescrizione – a testimonianza su come le leggi nel nostro paese considerino la tutela dell’ambiente e la difesa della salute. Comunque la vera giustizia per noi è la bonifica, il nostro territorio deve essere risanato fino in fondo subito e risarcito per i danni subiti come prevede la sentenza. Non possiamo aspettare un minuto di più, nella val Pescara è un disastro con i pesci al mercurio. Una vergogna internazionale che deve finire. Questa sentenza può aiutarci senz’altro”.

Le associazioni del Comitato Bussiciriguarda, hanno accolto con soddisfazione l’esito del processo, che costituisce una pietra miliare nella giurisprudenza nazionale, e conferma le loro tesi sulla strategia d’impresa, e nell’occasione viene ribadito che la sua azione è sempre stata finalizzata ad ottenere il risanamento ambientale della Valpescara.

“Questa sentenza non solo dà ragione alla nostra battaglia, ma ci consente di rafforzare il nostro impegno dandoci ulteriori energie affinché si possa ottenere quanto prima il ripristino della qualità dei luoghi. Da domani, pertanto, abbandonate le aule dei Tribunali, saremo sentinelle vigili e di stimolo continuo affinché tutte le Amministrazioni, nazionale, regionale e locali facciano quanto di loro competenza per restituire alla collettività acque e terreni risanati”.

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