Bando per l’ex ippodromo di Lanciano nel mirino della Procura de L’Aquila

Dal Palazzo di città di Lanciano s’affrettano a far sapere che la nuova inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica de L’Aquila non riguarda il bando per la riqualificazione dell’ex area ippodromo.  Ma da quel che si sa, dagli uffici della pm Antonietta Picardi, che coordina le indagini assieme al procuratore della Repubblica, Michele Renzo, nel mirino ci sarebbe proprio l’appalto per 1,5 milioni di euro (1,2 a carico della Regione e 300 mila stanziati dal Comune frentano), per il grande spazio verde, circa 60 mila metri quadrati, nel cuore della città. Si tratta dunque di un quarto filone dopo quelli che riguardano un appalto sulla ristrutturazione post-terremoto di Palazzo Centi, sede della Giunta regionale a L’Aquila, danneggiato nel sisma del 2009, e due interventi previsti nel cosiddetto Masterplan, sulle case popolari a Pescara e nel comune di Lettomanoppello. Gli indagati, tra funzionari regionali, professionisti esterni e imprenditori e il presidente della Giunta, Luciano D’Alfonso, sono finora 17. Numero destinato a salire con l’ultima inchiesta.

E nelle ultime ore si è appreso che dagli uffici della Procura aquilano sono partiti avvisi di garanzia per gli assessori Marinella Sclocco, Silvio Paolucci e Dino Pepe: l’ipotesi di reato è di  falso ideologico per aver partecipato alla riunione dell’esecutivo e votato la delibera della giunta abruzzese numero 367 del 3 giugno 2016, relativa appunto alla riqualificazione del parco comunale Villa delle Rose di Lanciano.

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