Riciclaccio, arresto a Lanciano l’imprenditore Colasante

La squadra di Polizia Giudiziaria della Procura di Lanciano, su disposizione della Procura frentana, ha tratto in arresto alle prime luci dell’alba di oggi, l’imprenditore Antonio Colasante. L’ipotesi di reato contestata è riciclaggio. Un altro provvedimento restrittiva ha raggiuntoTiziana Spadaccini,  funzionaria del settore economato della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, finita ai domiciliari per abuso d’ufficio.

Per mesi la Procura di Lanciano ha indagato su un giro di fatture false emesse per alcuni serivi forniti dal Colasante alla Asl. Sarebbero stati emessi alcuni avvisi di garanzia. Colasante poco fa è stato trasferito nella casa circondariale di Villa Stanazzo.

L’appalto incriminato per 1,7 milioni di euro, riguarda il servizio di lavaggio di biancheria ospedaliera e di strumenti chirurgici da sterilizzare.

l’operazione di questa mattina, denominata,  è stata condotta da Polizia di Lanciano e Chieti e dalla Guardia di Finanza. Oltre ai fermi, si è proceduto anche a una perquisizione negli uffici della Asl di Lanciano per acquisire documenti.

L’inchiesta, portata avanti dal Procuratore Capo facente funzione, Rosaria Vecchi, non è stata semplice, soprattutto per ricostruire i movimenti del denaro tra una società e l’altra della holding di Colasante: Hospitale Service, Omnia Servitia e Zaffiro srl. In sostanza, la Publiclean Srl, avrebbe incassato somme dalla Asl per servizi effettuati dal 2009 al 2015 per i quali, in realtà, non ci sarebbero dovuti essere corrispettivi. Si attestava infatti prestazioni che per contratto sarebbero dovuto avvenire a costo zero euro. In realtà questo non è mai avvenuto e l’incasso è stato per un importo complessivo di 4,5 milioni di euro. Somme che veniva poi investite per immobili, come una villa acquistata a Porto Cervo, in Sardegna, posta ora sotto sequestro.

Stte gli avvisi di garanzia emessi: tra questi uno ha raggiunto Pasquale Flacco, direttore sanitario della Asl02. La contestazione è di concorso in abuso d’ufficio. In serata, con una nota diffusa dallo stesso Flacco si precisa che “l’addebito è riconducibile a una nota che lo stesso aveva sottoscritto dopo avere ricevuto ripetutamente chiarimenti e rassicurazioni dagli uffici amministrativi, che avevano effettuato verifiche sui crediti vantati dalla ditta affidataria del servizio, la Publiclean. Si trattava, quindi, di percorrere la strada più vantaggiosa per l’Azienda e di metterla al riparo da esborsi più onerosi. Nel documento, indirizzato alla ditta, si sostanzia una transazione con la Asl, che impegna la società a rinunciare a una buona parte del credito preteso, pari a 4 milioni 433.418 euro, stornando la somma di un milione 978.628 euro, e accettando il pagamento di 2 milioni 454.790 euro per i servizi resi nel periodo compreso tra il 2009 e il 2014. L’emissione, da parte di Publiclean, di note di credito corrispondenti, e l’espressa rinuncia agli interessi per ritardato pagamento, avrebbe consentito alla Asl di procedere con la liquidazione, com’è poi avvenuto. Il documento era stato sottoscritto nel dicembre 2015, quando la Direzione aziendale era rappresentata dal solo Flacco in qualità di “facente funzioni”, in sostituzione del predecessore che si era dimesso alcuni mesi prima. Non essendo pertanto supportato da un Direttore amministrativo né sanitario, aveva condiviso la decisione con gli uffici preposti, che avevano seguito l’istruttoria e proposto la transazione, garantendo la legittimità dell’accordo, supportato dai necessari riscontri, e il vantaggio per l’Azienda di non incorrere in spese aggiuntive per interessi di mora. Publiclean svolge il servizio di lavanolo per gli ospedali della ex Asl Lanciano Vasto in virtù di un’aggiudicazione che risale al 1999 e un contratto successivamente rinegoziato nel 2009 a causa di condizioni che nel frattempo erano mutate (ad esempio la riduzione dei posti letto) e ha durata di nove anni. L’appalto prevedeva, come prestazioni, il cambio giornaliero della biancheria piana di ciascun posto letto occupato, il cambio dell’intero posto letto ad ammalato dismesso, il cambio illimitato, a richiesta dei reparti, per Nido, Pediatria e Sala operatoria, e il cambio delle divise degli operatori due volte a settimana. Ogni cambio ulteriore di queste ultime sarebbe stato remunerato con un euro ognuno”.

 

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