Inchiesta Colasante: l’imprenditore lascia il carcere e va ai domiciliari

Dopo sette giorni di detenzione nel carcere di Villa Stanazzo, Antonio Colasante torna a casa. Il giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Lanciano, Massimo Canosa, alla luce anche dell’interrogatorio di garanzia al quale Colasante era stato sottoposto venerdì scorso ha deciso che il provvedimento restrittivo poteva essere sostituito con i domiciliari, accogliendo la richiesta dei difensori Giuliano Milia e Elio Di Filippo.  L’imprenditore era stato arrestato il 6 marzo scorso con l’accusa di riciclaggio e abuso in atto d’ufficio per aver ricevuto 2 milioni 130 mila euro da Asl non dovuti.

Per la dirigente della Asl Chieti-Lanciano-Vasto, Tiziana Spadaccini, accusata di abuso d’ufficio e falso ideologico, la revoca degli arresti domiciliari, sostituiti con l’interdizione dal lavoro. Nell’inchiesta, coordinata dal pm Rosaria Vecchi, sono coinvolte altre 7 persone indagate a piede libero.

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