Maltempo: 10 sindaci del chietino pronti a nuove proteste a Roma

I sindaci di Casalanguida, Gamberale, San Salvo, Orsogna, Paglieta, Villalfonsina, Borrello, Palombaro, Perano, Montazzoli, Roio Del Sangro hanno sottoscritto un documento nel quale denunciano il silenzio della Regione e della Provincia di Chieti che, a loro dire, non avrebbero svolto tutte le azioni necessarie per sostenere i provvedimenti per i danni causati ai loro territori nella drammatica settimana tra il 17 e il 20 gennaio scorso.

“Dopo la bella manifestazione romana sul Decreto terremoto e maltempo, conclusa con l’incontro con Ermete Realacci, Presidente della Commissione Ambiente, abbiamo avuto un incontro, in Provincia di Chieti insieme ad altri Sindaci del territorio, con l’On. Fabrizio Di Stefano, delegato dal suo gruppo parlamentare come relatore in commissione ambiente per il Decreto. Quest’ultimo incontro – specificano – ha suscitato in noi una pugnace preoccupazione circa l’incertezza delle risorse a disposizione e sulla debolezza del Decreto, allo status quo, in materia di provvedimenti riguardanti i danni del maltempo. Sappiamo che oggi inizia in commissione l’iter di valutazione dei circa mille emendamenti e che quindi questa settimana sarà cruciale in termini di modifiche da apportare al Decreto. Per questo invitiamo tutti i Sindaci ad alzare la guardia su questo provvedimento e denunciamo la scarsa attenzione della Regione che, ormai, sembra essersi disinteressata a quel che è accaduto nei territori nella drammatica settimana tra il 17 e il 20 Gennaio scorso. D’Alfonso non solo ha perso un’occasione per stare con i suoi Sindaci nella manifestazione romana ma, ancor più grave, è il suo silenzio mentre in commissione e in Parlamento in questi giorni si stanno svolgendo passaggi decisivi su questo Decreto. Allo stesso modo denunciamo il Presidente della Provincia di Cheti; la sua iniziale protesta a Roma, unitamente agli altri Presidenti di Provincia e Sindaci, per poi abbassare ogni attenzione su questa situazione e rientrare subito, a quanto pare, nei ranghi di partito. Siamo pronti a tornare a Roma perché l’attenzione sulle nostre emergenze non può essere dimenticata dal palazzo e da chi ha un ruolo decisivo per fare scelte competenti”.”.

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