Pescara: molesta ragazza, arrestato. Preso latitante in Belgio

Due operazioni di polizia son state condotte dagli agenti della Questura di Pescara. Nella prima, avvenuta la serata di ieri, verso le ore 21.30, è stata conclusa quando al 113 veniva segnalato l’ennesimo episodio di molestia ai danni di una ragazza pescarese diciottenne la quale, da diverso tempo, aveva denunciato atti persecutori ai suoi danni, commessi da un cittadino senegalese. L’uomo, Kabir Niang Mamadou, di 37 anni, si è avvicinato alla ragazza in via Regina Margherita. Nei mesi scorsi la ragazza aveva richiesto al Questore di Pescara l’emissione nei confronti dello stalker del provvedimento di “ammonimento”. Il Questore emetteva il provvedimento nel dicembre scorso, dopo aver accertato la sussistenza di una reiterata serie di appostamenti e pedinamenti fatti dall’uomo, finalizzati ad ottenere un contatto con la ragazza. Visto che la ragazza non aveva ceduto alla avances dell’uomo, quest’ultimo era arrivato al punto di minacciarla ed aggredirla. L’ennesima richiesta di aiuto ha visto il  pronto intervento dell’equipaggio della Squadra Volante che raggiungeva il senegalese ed a seguito di immediate attività di polizia giudiziaria, accertava che a carico del medesimo era stato emanato ordine di esecuzione per la carcerazione essendo divenuta definitiva una condanna di 8 mesi di reclusione per i reati di ricettazione e commercio di prodotti falsi nello Stato, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Taranto. Veniva pertanto tratto in arresto e condotto presso il locale carcere. Al vaglio comunque degli organi investigativi e dell’Autorità Giudiziaria l’ennesima molestia perpetrata ai danni della donna 18enne.

Sempre ieri, è stato identificato e arrestato in Belgio, Cristian Casini, 44 anni, di Atri. L’uomo, per sfuggire ad una condanna si nascondeva sotto mentite spoglie a Liegi. La Polizia belga, in strettissima collaborazione con il Servizio Interpol, il Servizio Centrale Operativo del Dipartimento della Pubblica Sicurezza e la Squadra Mobile della Questura di Pescara, lo ha fermato perché destinatario di ordine di esecuzione per la carcerazione  emesso lo scorso novembre dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte D’Appello di L’Aquila. L’uomo, che deve scontare una pena di poco inferiore a 9 anni di reclusione (per una serie di estorsioni commesse nel 2005/2006 e per il reato di maltrattamenti in famiglia, consumato nel 2012 in danno del proprio figlio minorenne). Casini ha tentato di sottrarsi alla cattura riparando in Belgio, dove si è dato alla latitanza, riuscendo a muoversi indisturbato grazie anche ad un documento d’identità abilmente contraffatto. Sulle sue tracce si  è però messa subito la Squadra Mobile della Questura di Pescara, che coordinata dalla Procura Generale dell’Aquila, ha avviato una complessa attività investigativa, nel corso della quale sono stati pedinati conoscenti e familiari del CASCINI e sono state effettuate ulteriori attività tecniche. In particolare i poliziotti, seguendo quotidianamente gli spostamenti della moglie del Cascini, hanno constatato come la donna, si fosse imbarcata su un volo diretto in Belgio, per raggiungere il marito, costretto a sottoporsi all’estero ad intervento chirurgico, trattenendosi per due settimane in quel Paese. Gli accertamenti condotti a ritmo serrato, grazie alla cooperazione internazionale con la polizia belga, hanno quindi consentito di localizzare con certezza il Cascini nella città di Liegi. E ’stato quindi emesso dalla Procura Generale di L’Aquila un Mandato di Arresto Europeo, provvedimento necessario per poter procedere alla cattura anche in altro Paese aderente all’Unione Europea e richiedere di conseguenza l’estradizione in Italia.

La Polizia di Stato ha quindi fornito ai colleghi belgi ogni informazione utile ad individuare con certezza il Cascini, trasmettendo anche le sue foto ed impronte digitali. Lo scambio di informazioni investigative ha così permesso di porre fine alla latitanza dell’uomo, che nonostante fosse in possesso di una Carta d’Identità italiana falsificata, veniva riconosciuto e tratto in arresto proprio a Liegi, dove era in procinto di affittare un’abitazione e aprire un ristorante per trascorrere, lontano da occhi indiscreti, la sua nuova vita da uomo libero. Nei prossimi giorni il Cascini sarà estradato in Italia dove sconterà la sua condanna.

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