L’Anas ripulisce la vegetazione lungo la SS 16 Adriatica

Sono partite in questi giorni, a cura dell’Anas e di concerto con i Comuni della Costa dei Trabocchi, tutte le operazioni di pulizia della vegetazione presente lungo la SS. 16 Adriatica. Ad oggi, infatti, la folta vegetazione esistente da molti anni lungo la strada statale Adriatica impediva la visuale, divenendo spesso, proprio a causa della scarsa visibilità, anche fonte di pericolo per i numerosi automobilisti che quotidianamente l’ attraversano.

“Grazie agli interventi di pulizia da parte dell’Anas sulla SS. 16 – spiega Enrico Di Giuseppantonio, sindaco di Fossacesia – il nostro splendido mare, la nostra costa, potranno godere di più punti panoramici, da dove poter ammirare lo splendido paesaggio che caratterizza la Costa dei Trabocchi”

L’Anas, infatti, sta provvedendo in queste ore alla pulizia di tutta la folta vegetazione che cresciuta lungo la SS 16, risultava essere pericolosa ed esteticamente poco accattivante, soprattutto in funzione dell’imminente stagione estiva che, ancora una volta, porterà numerosi turisti sulla costa.

“Ringrazio, anche a nome degli altri sindaci della Costa dei Trabocchi, i tecnici e gli operai dell’Anas ed in particolare il capo di compartimento in Abruzzo, l’ing. Antonio Marasco, per le operazioni che si stanno svolgendo in queste ore – conclude Di Giuseppantonio – Credo fermamente e da sempre che la nostra Costa abbia insito in sé un elevatissimo potenziale turistico e paesaggistico, che nulla ha da invidiare alle più famose strade panoramiche presenti nel nostro bel Paese. Tutto sta nel saper valorizzare questo bene e renderlo fruibile e sicuramente, tenerlo pulito, è uno degli aspetti fondamentali da curare per il raggiungimento di questo obiettivo, che, tutti insieme, Sindaci, Anas, Provincia, Regione, dobbiamo porci con convinzione”.

Ma a proposito di Costa, l’Arci Comitato Provinciale di Chieti, interviene sulla questione della futura gestione e manutenzione della Via Verde sull’ex tracciato ferroviario da Ortona a San Salvo, che sembra ormai in dirittura d’arrivo dopo tanti anni di attese e promesse.

“I sindaci dei comuni coinvolti qualche settimana fa hanno sollevato la questione dello stato dell’ex tracciato, franato e in dissesto in vari punti (basti pensare a Torino di Sangro dove, in alcuni punti, praticamente l’ex tracciato non esiste più), e della sua futura gestione e manutenzione. La soluzione alle loro preoccupazioni – ribadisce Arci -, lo sottolineiamo e ricordiamo da anni, ci sarebbe se non fosse che è fermo da 16 anni: il Parco Nazionale della Costa Teatina. E’ un treno, quello del Parco, che il nostro territorio sta perdendo. In questi 16 anni sono state perse occasioni di finanziamenti e investimenti, valorizzazione e di sinergie tra territori. Nel 2012 la mancata conclusione dell’iter istitutivo (l’anno prima l’opposizione al Parco di amministratori e politici impedì di giungere alla perimetrazione di tutta l’area) portò alla perdita di almeno un milione e mezzo di euro, ovvero quanto era stato stanziato dal 2001 al 2007. Il Parco può essere lo strumento di recepimento fondi, anche dall’Unione Europa, e permette di mettere a sistema un territorio – quello della Costa dei Trabocchi – ancora troppo legato a campanilismi e ad una politica di corto respiro, attenta a clientele e collettori di voti ma solo raramente ad una visione più ampia e proiettata al futuro. E’ stato perso fin troppo tempo. Ma è ancora possibile restituire alla collettività il Parco. Bloccato non da chissà quale destino avverso ma da una specifica azione politica di sindaci e partiti politici. Il commissario De Dominicis aveva concluso la perimetrazione del Parco, consegnando tutta la documentazione al Ministero. Ormai manca solo una firma, quella sul decreto finale d’istituzione e il Parco potrà iniziare a camminare. Ma i sindaci, dopo che per anni non vi sono riusciti (e spesso non hanno voluto), hanno (dopo non essersi espressi per i mesi di lavoro del commissario) incredibilmente deciso di “bocciare” l’unica perimetrazione completa redatta da un’Istituzione in tanti anni, avviando una decisa azione di pressione politica. Un’azione raccolta e fatta propria anche dalla Regione, con il voto in Consiglio Regionale (con il voto favorevole delle opposizioni, Movimento 5 Stelle in primis) di una risoluzione nel settembre 2015 che ha chiesto al Governo di non firmare il decreto e “bocciare” il lavoro del commissario. Ora i sindaci, quando la Via Verde sembra finalmente vicina alla realizzazione, hanno lanciato questo grido d’allarme. Le istituzioni non hanno il compito di “gridare” ma di trovare soluzione per la collettività e la difesa del territorio, non hanno mai pensato al fatto che una pista ciclabile all’interno di un Parco nazionale diventa, appunto, di competenza nazionale anche nella manutenzione? Non è possibile che, sulle questioni ambientali, ci sia sempre il rischio di tornare indietro e non si possa mai avanzare. Se la preoccupazione è reale, se non ci sono calcoli elettorali e di schieramento, la proposta che facciamo ai sindaci è di interrompere immediatamente l’azione di pressione che blocca il Parco e di far pervenire al Governo la volontà di vedere il prima possibile la firma da troppo tempo attesa”.

 

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