L’Arcigay Chieti denuncia: “Grave assalto omofobico a Pescara”

Ingiuriato, minacciato, inseguito e spaventato. Vittima dell’increscioso episodio un volontario dell’ Arcigay Chieti che, giovedì sera, intorno alle ore 22, dopo aver lasciato il proprio fidanzato con un bacio sul lungomare di Pescara, ha inforcato la propria bici per dirigersi a casa. Secondo il racconto del giovane, due individui, che evidentemente avevano assistito poco prima al saluto della coppia, a bordo di un’auto gli hanno gridano subito con tono minaccioso improperi legati al suo orientamento sessuale. Purtroppo l’episodio non si è chiuso subito: i due l’hanno inseguito per un bel tratto, superandolo e fermandosi più volte per aspettarlo e ogni volta che si avvicinavano (anche guidando contromano) gli urlavano contro ingiurie con tono violento, spaventando moltissimo il ragazzo che sulla propria bici non ha potuto far rientro subito in direzione di casa, per non rivelare loro il suo domicilio. Il giovane ha chiesto l’intervento della polizia, ma a quanto sembra il numero di emergenza ha squillato a vuoto. E nemmeno la chiamata in Questura ha trovato conforto: gli è stato risposto di rivolgersi al 113. Per caso, lungo la strada in cui il giovane si trovava, è transitata una volante che ha avuto l’effetto di far scappare i due violenti. Il rammarico per questo episodio, purtroppo, non finisce qui: intorno alle 23 il ragazzo si è recato sia in Questura che dai carabinieri per sporgere denuncia, ma gli è stato riposto in entrambi casi che poiché, a parer loro, non si configurava alcun reato loro non potevano fare niente.

Il fatto è stato stigmatizzato con una nota dall’Arcigay Chieti, che sottolinea e denuncia quanto sia stato grave l’episodio e anche la totale assenza di aiuto delle forze dell’ordine.

“Cogliamo l’occasione per chiedere con forza che – analogamente a quanto ha fatto la Regione Umbria – anche l’Abruzzo si doti di una legge regionale volta al contrasto contro le discriminazioni e le violenze di genere determinate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere, che assolutamente non ha alcuna attinenza con le opinioni, come tanti oppositori di questa legge si affannano ad affermare erroneamente. In Senato è arenata ormai da anni una legge contro l’omofobia proprio a causa di posizioni di veto davvero incomprensibili.  Spiace anche constatare infine che il fatto sia accaduto proprio il giorno successivo alla Giornata Internazionale contro l’omofobia e la transfobia del 17 maggio, che ha visto anche il Presidente Mattarella lanciare un messaggio contro l’omofobia, quale violazione inaccettabile dei diritti umani universali”.

Su quanto avvenuto alcune sere a Pescara intervengono l’avv. Andrea Cerrone, del Foro di Lanciano e Dottore di ricerca in tutela dei diritti fondamentali all’Università di Teramo e dell’Avv. Francesca Di Muzio, Penalista e cultrice della materia di criminologia e vittimologia all’Università d’ Annunzio di Chieti–Pescara.

“Esprimo tutta la mia solidarietà al ragazzo ed al suo fidanzato. In casi come questo, ancorché shockanti e paralizzanti, bisogna tentare di farsi coraggio, urlare vigorosamente, attirare l’attenzione dei passanti e, se possibile, riuscire a raccogliere qualche elemento che valga ad identificare gli autori di queste poderose gesta medievali – afferma l’avvocato Cerrone-. È vero che l’ingiuria è stata recentemente depenalizzata, ma è altrettanto vero che rimane illecita ed è previsto, per chi se ne macchia, l’obbligo alle restituzioni ed al risarcimento del danno, oltre che l’obbligo di pagare una sonante sanzione pecuniaria civile, che va da 100 ad 8.000 euro. Aggiungo che da come mi sono stati descritti i fatti, si è senza dubbio perfezionato anche il delitto di violenza privata, che s’invera ogni volta che qualcuno, con violenza o minaccia, costringa qualcun altro a fare, tollerare od omettere qualcosa: usare un’automobile per inseguire un ragazzo in bicicletta, arrestare la marcia, spegnere i fari, attendere che si avvicini, vomitargli addosso offese con tono minaccioso e poi, ancora, spostarsi più avanti, aspettare che passi di nuovo e tendergli lo stesso agguato, non so per quante volte complessivamente, non è soltanto raggelante, ma è anche un reato; lo sappiano questi gaudenti perdigiorno. Studiando bene il caso, peraltro, potrebbero venire alla mente anche ulteriori ipotesi di reato. Ed è per questo che rimango basito dalla risposta frettolosa che ha rimediato questo ragazzo dalle Forze dell’Ordine cui si è rivolto. Non è compito degli Ufficiali di Polizia giudiziaria decidere se una determinata condotta celi o meno un’ipotesi di reato. Essi sono obbligati a raccogliere le denunce. Provvederà poi il Pubblico Ministero ad iscrivere il fatto nel Registro Generale delle Notizie di Reato ed a coordinare nel modo che riterrà più opportuno le indagini. Si figuri che nel nostro ordinamento neppure il P.M., che è un magistrato, ha il potere di decidere se una condotta inveri o meno un’ipotesi di reato: sarà un giudice terzo ed imparziale a deciderlo definitivamente. Noi avvocati abbiamo il compito, previsto dalla legge, di garantire ai cittadini l’effettività della tutela dei diritti: qualora un Ufficiale di Polizia Giudiziaria congedasse frettolosamente un cittadino che chiede aiuto, quest’ultimo chiami senza ritardo un collega avvocato e si faccia assistere. Concludo dicendo che la violenza privata è punibile d’Ufficio; dunque la Polizia Giudiziaria (od il P.M.) che leggesse il vostro comunicato dovrebbe immediatamente riconvocare questo ragazzo, scusarsi per l’inconveniente, ed ascoltare con attenzione quanto ha da dire”.

“C’è un vuoto normativo che occorre assolutamente colmare. All’indomani della giornata internazionale contro l’ omo – lesbo – transfobia alla luce dei fatti di cronaca che si verificano quasi giornalmente nei confronti delle persone lgbti occorre necessariamente che l’Italia approvi una legge contro l’ omofobia – sottolinea l’avvocato Di Muzio -. L’agenzia europea per i diritti fondamentali (FRA) dimostra che i crimini  commessi in ragione dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere rappresentano un preoccupante fenomeno sociale e che la protezione di questi gruppi non e’ ancora sufficiente perché viene di fatto impedito loro l’effettivo accesso alla giustizia penale. Nel resto d’Europa sono diversi i Paesi  che hanno già previsto espressamente il reato di omofobia  e/o una circostanza aggravante della pena legata all’omofobia per alcuni reati. Abbiamo da poco assistito all’approvazione da parte della Regione Umbria di una legge volta al contrasto contro le discriminazioni e le violenze di genere  determinate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere e ciò ci induce a ritenere che a livello istituzionale c’è ancora molto da fare. Il monito in assenza di una legge ad hoc è quello di continuare a denunciare al fine di creare dei precedenti giurisprudenziali che possano indicare la strada al legislatore”.

“Pescara città dei diritti manifesta piena vicinanza e solidarietà al ragazzo vittima di comportamenti omofobici. Ho appreso con sconcerto della storia nella denuncia fatta dall’Arcigay a mezzo stampa, ma sono sempre più convinto del fatto che chi è titolare di pieni doveri deve anche essere portatore di pieni diritti, questo dice la nostra Costituzione e per questo ci siamo battuti affinché si arrivasse ad una legge in tal senso che è un traguardo finalmente varcato, importante per tutti – ha dichiarato il sindaco Alessandrini -. Ognuno di noi ha dunque il diritto di amare chi vuole, l’omofobia è solo espressione di comportamenti che sono fuori da una realtà che dopo anni di attesa e lotta si è evoluta e che rispetta e dà spazio ai sentimenti di tutti, nessuno escluso. Siamo stati fra le prime città d’Italia a chiedere la ratifica della legge sulle unioni civili e a prepararci all’istituzione del relativo registro perché venissero riconosciute e perché venissero celebrate in tutti i luoghi deputati dentro e fuori Palazzo di Città. Si tratta di passi avanti verso la civiltà, Pescara non tornerà indietro”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *