Bracco (SI): “Sisma 2009, urge una legge contro il lavoro nero”

“Il cratere sismico con il più grande cantiere d’Italia non ha una legge di congruità. Bisogna subito istituire un tavolo di lavoro fra tutte le parti interessate e va immediatamente redatta e approvata una legge per contrastare il lavoro irregolare nell’edilizia”.

Il Consigliere regionale di Sinistra Italiana, Leandro Bracco, ha così raccolto l’appello lanciato già numerose volte alle istituzioni da Cristina Santella, membro della segreteria della Fillea Cgil di L’Aquila e vice presidente della Cassa Edìle.

“Una legge di congruità è necessaria per ridare linfa a tutte le attività complementari riguardanti la formazione e la sicurezza dei lavoratori, per mettere in campo risorse umane sufficienti a recuperare l’evasione contributiva e fiscale oltre che per arginare il fenomeno del caporalato – afferma Bracco – E’ inoltre basilare perseguire con efficacia ogni forma di elusione di quelle imprese che applicano contratti diversi dall’edilizia pur partecipando ad appalti concernenti lavori edìli o prevalentemente edìli”. “Fino al 31 dicembre 2016 – prosegue l’esponente di Sinistra Italiana – l’unico strumento a disposizione per osservare la ‘buona condotta’ delle imprese e la legittimità degli importanti e costosi interventi pubblici sulla ricostruzione è stato il D.U.R.C. (Documento Unico di Regolarità Contributiva). L’affievolirsi delle conseguenze di carattere finanziario tramite l’utilizzo di strumenti alternativi al Durc-Ricostruzione Abruzzo e la totale depenalizzazione dei reati legati alla contrattualistica del lavoro – continua il Consigliere – alimenta il fenomeno elusivo che in passato era fisiologico ma oggi comincia ad affermarsi in maniera più consistente con tutte le conseguenze negative che si ripercuotono sul settore a causa di un quadro normativo meno severo e sicuramente depotenziato che rende pressoché inconsistenti e irrilevanti le attività messe in atto dagli organi di vigilanza rispetto a ben altro impegno che la realtà richiederebbe”. “Poiché il governo non ha ritenuto importante mantenere questo documento a livello nazionale – conclude Leandro Bracco – l’unica salvezza, nel cantiere più grande d’Italia, non può che essere l’elaborazione e approvazione di una legge regionale che tuteli i lavoratori e le imprese che si mettono in regola. Nel nuovo cratere che interessa Lazio, Abruzzo, Umbria e Marche, l’unica regione che lavorerà con il controllo sulla congruità è la Regione Umbria che si è dotata di una legge ad hoc dopo il terremoto che la colpì alla fine degli anni ’90. Per il cratere, a distanza di otto anni dal sisma, ancora non esiste un provvedimento legislativo che contrasti il lavoro nero e irregolare”. (Com/Red)

 

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