Gran Sasso e acqua, anche la Corte dei Conti apre un fascicolo

La Corte dei Conti ha aperto un fascicolo, il 452/2017, con un decreto di richiesta agli enti di informazioni relative alla messa in sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso e alle attività svolte in questi anni dai vari soggetti istituzionali.

La Stazione Ornitologica Abruzzese e il Forum H2O avevano inviato alla corte ai primi di Aprile un esposto per i fatti risalenti all’Agosto-Dicembre 2016, per la contaminazione da Diclorometano e Cloroformio.

Nell’esposto si faceva riferimento anche alle enormi cifre – 84 milioni di euro – spese nel passato dal Commissario governativo Balducci, con interventi che evidentemente si sono rivelati parziali e/o inefficaci.

I successivi fatti di maggio 2017, con le plurime contaminazioni da Toluene ed altre sostanze, hanno confermato tutte le preoccupazioni, peraltro già da tempo evidenti, circa la precarietà delle captazioni del Gran Sasso sia sul versante teramano che su quello aquilano.

“Per quanto ci riguarda stiamo continuando a raccogliere informazioni e documentazione su quanto avvenuto a Maggio per inviare un nuovo esposto a tutti gli enti a vario titolo interessati. Riteniamo, infatti, che quanto accaduto nelle settimane scorse meriti un ulteriore approfondimento sia sul lato teramano che su quello aquilano, soprattutto sulle sostanze effettivamente ricercate rispetto a quelle potenzialmente presenti. Nel frattempo saremo parte attiva nella mobilitazione per la difesa dell’acqua del Gran Sasso, a partire dagli eventi programmati sul territorio nei prossimi giorni e dall’iniziativa sul Gran Sasso prevista per domenica 9 luglio.

il Forum H2O interviene anche sulla questione incendi in Abruzzo. “Cambiare profondamente il Masterplan assegnando le risorse alle vere priorità: risanamento e sicurezza del territorio e degli edifici pubblici, acquisto di mezzi per affrontare le emergenze. Leggiamo esterrefatti le parole del capo della Protezione Civile Curcio che ha stigmatizzato il fatto che la Regione Abruzzo insieme ad altre 5 regioni è attualmente priva di un proprio supporto aereo per lo spegnimento degli incendi in caso di emergenza. Si tratta dell’ennesimo campanello d’allarme, dopo quelli relativi allo stato dell’ambiente e della sicurezza delle scuole e degli ospedali.In una tale situazione riteniamo deprimente che la Regione rivendichi l’apertura delle buste per la fondovalle Sangro, 5,5 km di superstrada al modico costo di 36 milioni di euro al km (190 in totale per 5,5 km) quando per opere del genere, in base ai costi standard ufficiali, bastano 6 milioni al km (massimo 10 nei casi più complessi). Questa infrastruttura costa uno sproposito perchè hanno scelto di spostare il tracciato in aree ufficialmente a massimo rischio frana (addirittura con frane attive!) invece di migliorare il tracciato attuale spendendo molto meno. Riteniamo che invece dei peana questa storia meriti un adeguato approfondimento e vada raccontata nei dettagli in considerazione della quantità di soldi che vengono spesi sottraendoli a ben altre emergenze. Abbiamo tutti i documenti che dimostrano l’incredibile e ingiustificata esplosione dei costi. Crediamo che la comunità abruzzese, alla luce delle vere priorità che vanno dalle bonifiche alla messa in sicurezza di scuole ed ospedali, abbia il diritto di sapere perchè ci troviamo in questa condizione rispetto alla prevenzione e gestione dei rischi. Qui si tratta della salvaguardia della vita delle persone e della tutela del territorio che devono essere in cima ai pensieri di qualsiasi Governo. Oltre a dare risposte immediate rispetto a quanto sollevato da Curcio riteniamo indifferibile riformulare profondamente il Masterplan, riducendo o azzerando i finanziamenti per le opere inutili o troppo costose per dare la priorità alla sicurezza del territorio e degli edifici pubblici e all’acquisto e diffusione della strumentazione necessaria per fronteggiare le emergenze”.

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