Santo’Omero: medico ucciso all’uscita dell’ospedale. Fermato un 65enne

Accoltellata e uccisa davanti all’ospedale di Sant’Omero. E’ accaduto nel pomeriggio di oggi, poco dopo le ore 16. A perdere la vita Ester Pasqualoni,  53 anni, oncologa. La Pasqualoni, responsabile del day hospital oncologico del nosocomio del teramano, è stata aggredita e colpita più volte alla gola all’uscita dal lavoro. La professionista è morta sul colpo. Il cadavere è stato scoperto da un dipendente ospedaliero che ha dato subito l’allarme. Polizia e carabinieri sono ora sulle tracce dell’assassino, allontanatosi a bordo di una utilitaria. La Pasqualoni aveva presentato nei mesi scorsi due denunce contro uno stalker anche se le indagini vanno avanti a 360 gradi.

La caccia all’assassino vede impiegati i carabinieri della stazione di Sant’Omero, della Compagnia di Alba Adriatica, del Reparto Operativo del Comando provinciale di Teramo e la Polizia di Stato. Si cerca una utilitaria di color bianco, probabilmente una Pegeout. Qualcuno l’ha notata allontanarsi dopo l’omicidio. Tutto lascia intendere che chi ha ucciso il medico avesse pianificato il delitto. L’uomo che le forze dell’ordine stanno cercando, avrebbe atteso l’uscita del medico a fine turno nel parcheggio interno del nosocomio per colpirla con la lama alla gola.

La Pasqualoni, che viveva a Roseto degli Abruzzi, separata,  lascia due figli minorenni di 11 e 16.

Secondo le ultime notizie, gli uomini dell’Arma avrebbero fermato un 65enne, che vive a Martinsicuro. L’uomo è stato portato in caserma ed è ora ascoltato dal magistrato inquirente Davide Rosati. Il fermato è l’uomo segnalato dalla dottoressa in due denunce per atti persecutori.

La oncologa, da quel che emerge, aveva presentato le denunce con le quali segnalava di subire fastidiose attenzioni  sul luogo di lavoro e fuori e la Questura aveva disposto un provvedimento con il quale intimava all’uomo di non avvicinarsi alla dottoressa. Ma quella intimazione pare non sia stata mai rispettata per un vizio di forma: la denuncia non è sarebbe stata  formalizzata in querela e le segnalazioni della Pasqualoni sarebbero state archiviate.

Un omicidio efferato, violento, barbaro. Descrive così l’assassinio della collega nella trasmissione Chi l’ha visto? il dott. Giorgio Casaccia, medico del pronto soccorso dell’ospedale di Sant’Omero. Casaccia racconta in diretta la tragedia a Federica Sciarelli ed è un racconto che è una impressionante testimonianza sugli ultimi attimi di vita della oncologa ma anche su altri particolari che potrebbero rivelarsi importanti nelle indagini che si stanno conducendo sul delitto.

“Ero in reparto quando un passante è arrivato e con modi agitati ci ha avvisato che nel parcheggio c’era una donna a terra, immersa in una possa di sangue. Sono corso subito fuori insieme ad alcuni infermieri e tra due auto ho visto il corpo a terra. Ho subito visto che le sue condizioni erano gravissime, aveva una ferita al collo. Quando l’ho toccata ho subito visto che era in arresto cardiaco. Non ho potuto far nulla. Ho chiamato i carabinieri e  ho evitato che qualcuno potesse inquinare l’area. Quando sono arrivati i militari dell’Arma uno dei carabinieri mi ha chiesto se la conoscessi, ma ho detto di no. Il militare però mi ha risposto che era una mia collega e mi ha letto il nome dal tesserino di riconoscimento – ammette il dottor Casaccia, lasciando immaginare con quanta violenza la dottoressa Pasqualoni è stata colpita a tal punto da renderla irriconoscibile. E sullo stalker? Casaccia dice  che non ne era a conoscenza ma i colleghi di reparto probabilmente sì. “Alcune volte, a turno terminato, si faceva accompagnare da qualcuno di loro al parcheggio per riprendere l’auto”. E a proposito del luogo dove oggi è avvenuto l’omicidio il medico del pronto soccorso sottolinea che l’area è sotto le finestre delle camere dei degenti. “Forse qualcuno ha visto quel che è avvenuto a Ester, donna dolce e che si divideva senza sosta tra casa e lavoro, aiutando tutti, anche al di fuori dell’orario di lavoro”.

Quella del dott. Casaccia non è stata l’unica testimonianza a Chi l’ha visto? Al telefono, Federica Sciarelli parla con Caterina Longo, avvocato della Pasqualoni. L’attenzione si sofferma sull’uomo che perseguitava la cliente-amica e sulla vicenda legata all’archiviazione del provvedimento di allontanamento: “Da anni la seguiva, la filmava, le inviava sms. Ma lei non l’aveva raccontato per non far preoccupare chi le era vicino. Per questo aveva deciso di denunciare d’essere vittima dello stalker presso il commissariato di polizia di Atri anziché ai carabinieri di Sant’Omero. Due denunce dettagliate, che avevano portato il Questore a emettere il provvedimento che è stato poi archiviato in quanto non era espressa in maniera esplicita la volontà di denunciare la persona che la perseguitava. Tanto più che c’era stata anche una perquisizione domiciliare in casa dell’uomo, infruttuosa. Nessuna prova era stata trovata, nemmeno uno dei tanti filmati girati, per cui la decisione del Questore è decaduta”.

Così oggi ci si trova davanti ad un’altra tragedia che poteva essere evitata.

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