Martinsicuro, si uccide l’assassino dell’oncologa

Sapeva di non avere scampo, circondato dalle forze dell’ordine nella sua abitazione in via Barocco, a Martinsicuro, nella quale si è ucciso, impiccandosi. La notizia è di poco fa e non ha colto di sorpresa gli inquirenti, che si aspettavano questo epilogo. Enrico Di Luca, 65 anni, lo stalker che da un paio d’anni perseguitava Ester Pasqualoni ha preferito togliersi la vita. Non si sa quando, l’esame autoptico sarà più preciso. Da ieri pomeriggio il suo telefonino era staccato e parenti e conoscenti, sollecitati dai carabinieri del Comando Provinciale di Teramo, non avevano sue notizie. Gli uomini dell’Arma avevano tra l’altro scoperto la sua auto in garage e i sospetti che l’uomo fosse chiuso nel suo appartamento era chiaro.

Di Luca era entrato nella vita della Pasqualoni quando la dottoressa si era rivolto a lui, investigatore privato, perché raccogliesse informazioni sul marito della oncologa, che sospettava l’infedeltà del coniuge. Sospetti che si rilevarono fondati, tanto che la Pasqualoni divorziò dal consorte. Da quel momento, Di Luca si trovò la porta aperta e dopo un periodo di rapporti di amicizia e di frequentazioni professionali delle quali aveva necessitato il padre, andò oltre, pensando di poter intrecciare una relazione diversa con la Pasqualoni, rimasta sola, con i figli di 11 e 16 anni, dopo la morte del nuovo compagno. L’esperienza da investigatore del Di Luca  è stata fondamentale per tenere sotto pressione, costantemente, la dottoressa. Pedinamenti, foto, messaggi telefonici, registrazione video, materiale tra l’altro mai scoperto dopo le due denunce di molestie presentate dalla Pasqualoni al commissariato di Atri.

Ieri, l’agguato mortale: l’oncologa è stata colpita più volte con una roncola alla testa e al collo, morendo in una pozza di sangue nel parcheggio interno dell’ospedale di Sant’Omero, all’uscita dal turno di lavoro.

 

 

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