Crisi idrica, la Copagri chiede istituzione di cabina di regia regionale

“La crisi emergenziale idrica che sta attanagliando regioni del centro e nord Italia non deve lasciarci impassibili e noncuranti. L’Abruzzo è fisicamente in Italia ed il problema è presente e grave quanto altrove; non possiamo aspettare l’eventuale dichiarazione dello ‘stato di emergenza’ anche qui per muoverci”.

Lo ribadisce la presidenza abruzzese della Confederazione dei Produttori Agricoli.

“Le previsioni peri prossimi giorni prevedono afa e solleone anche dalle nostre parti. La possibilità di emergenza idrica è reale e concreta anche in Abruzzo. Il passato recente e remoto insegna che, quando c’è da penalizzare un comparto produttivo, è sempre stato quello agricolo. Tutto ciò a favore di altre realtà produttive e del necessario uso umano e civile. Il comparto agricolo regionale è già vessato dagli inaspettati ed imprevedibili esiti dei fenomeni naturali come il terremoto, le nevicate e gelate, le grandinate, dalla crisi inarrestabile del crollo dei prezzi dei prodotti e della perdita di quote di mercato, dall’ancora irrisolto problema degli ungulati in generale e dei cinghiali in particolare. Da tutto ciò non può subire anche la sorpresa di razionamenti e/o interruzioni dell’acqua necessaria per irrigare i campi ed abbeverare il bestiame.  L’agricoltura non è la “cenerentola” dei settori produttivi. Per queste ragioni chiediamo al presidente – governatore della regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, ed all’assessore alle Politiche Agricole, Dino Pepe, l’immediata costituzione di una “cabina di regìa” con la presenza di tutti gli attori della “filiera acqua” atta non solo a monitorare la situazione ma anche a mettere in atto iniziative di vera e concreta “solidarietà” tra i vari comparti produttivi per sopportare gli eventuali sacrifici e tenere nel giusto equilibrio le necessità legate al consumo umano e civile”.

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