La Fiom proclama sciopero nello stabilimento Sevel di Atessa

“Ancora una volta la Sevel ignora le esigenze e le difficoltà di chi lavora in fabbrica, la sofferenza delle lavoratrici e dei lavoratori risulta essere nuovamente un aspetto secondario. Come avvenuto l’anno scorso, l’Azienda del Ducato convoca tutti, con il principio dell’obbligatorietà, a prestare lavoro sul sabato e sulla domenica nel mese più caldo dell’anno, il mese di luglio. Sono cinque le giornate interessate, il tutto, sapendo che, tra straordinari e recuperi, c’è chi ha già prestato, da gennaio ad oggi,  lavoro sul week end per ben dodici volte, un numero elevatissimo se pensiamo che siamo soltanto a giugno”.

Queste le motivazioni per le quali il sindacato dei metalmeccanici ha indetto lo sciopero nella fabbrica del gruppo Fiat che si articolerà con l’astensione dal lavoro per sabato 1° luglio (otto ore); domenica 9 luglio (otto ore)

“La Fiom – si legge ancora nel comunicato diffuso oggi dalla segreteria provinciale di Chieti – ritiene detta decisione assolutamente sbagliata perché le temperature sono altissime, perché dopo aver profuso tanto impegno è giusto essere messi nelle condizioni di poter dedicare del tempo alle famiglie e perché, con superficialità, si continua a negare l’esigenza di riequilibrare i livelli occupazionali. Infatti, le tanto sbandierate assunzioni di cui i “sindacati firmatutto” hanno parlato in questi giorni, non sono sufficienti a compensare il dimagrimento occupazionale che c’è stato nel corso di  questi anni. Inoltre va affermato un principio sacrosanto:  il lavoratore a tempo indeterminato che va via non può essere sostituito da un precario che rimane tale per periodi particolarmente lunghi. Di fronte a volumi in crescita l’Azienda avrebbe dovuto assumere a tempo indeterminato le persone che già da tanto lavorano in una condizione di precarietà contrattuale. Va inoltre sottolineato che nel corso degli ultimi anni i carichi di lavoro sono cresciuti a dismisura, le pause sono  state ridotte, gli straordinari sono diventati una pratica normale e le ferie, tanto attese, fruite in periodi per nulla compatibili con le esigenze di chi lavora. Va precisato: le ferie vanno fruite in maniera continuativa per garantire l’effettivo recupero delle energie psicofisiche ed in agosto, per  consuetudine e per le tante ragioni che sono riconducibili alla famiglia, al territorio, al clima torrido; la prestazione al sabato, denominata “straordinario”, dovrebbe servire a gestire un evento imprevisto e non la normalità; le pause, che per noi non sono la gentile concessione di un’Azienda buona, vanno intese come diritto di chi ha bisogno di recuperare le proprie energie; i carichi di lavoro, secondo noi aumentati a dismisura, devono tener conto del bisogno vitale che le persone hanno di lavorare con la giusta distribuzione del carico lavorativo, oggi, invece, tengono conto soltanto dell’esigenza di produrre numeri elevati con meno persone di quante realmente dovrebbero essere impiegate. La Fiom ritiene necessaria l’apertura di un tavolo negoziale al fine di affrontare gli argomenti sopra enunciati ed in particolare il tema della pianificazione produttiva per quanto concerne  il secondo semestre. L’obiettivo è  garantire  un alleggerimento del carico lavorativo ed il recupero dei diritti persi nel corso di questi anni. La Fiom chiede assunzioni, trasformazione dei contratti precari in contratti a tempo indeterminato, giusti carichi di lavoro, giuste pause, meno straordinari ed il rispetto dell’individuo nella gestione dei rapporti partendo proprio dalle ferie”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *