Porto Pescara fermo da un anno. Gli operatori chiedono l’intervento della Regione

Dodici posti di lavoro persi tra agenzie marittime. imprese portuali, servizi marittimi, antincendio, antinquinamento e pilotaggio nell’ultimo anno: navi mercantili che non attraccano più al molo pescarese. Questo il quadro descritto in una nota dagli operatori portuali di Pescara, che denunciano il clima d’incertezza in cui sono costretti a vivere.

In una nota diffusa oggi, si fa il punto della situazione e si chiede a chiare lettere l’intervento della Regione Abruzzo per far chiarezza.

“L’ultima nave attraccata al molo è la Galatea, nel luglio dello scorso anno, e adibita al trasporto di idrocarburi. Arrivò con le cisterne dimezzate per poter avere un pescaggio di soli – 3 metri e assicurare il rifornimento di idrocarburi al deposito costiero di Pescara, al quale di approvvigionava una vastissima rete di distributori di carburanti del centro Italia. Da allora, per trasportare lo stesso quantitativo di prodotto che una volta arrivava via mare dalla raffineria di Falconara Marittima al deposito pescarese, sono stati necessari ben diecimila Tir, con un chiaro impatto negativo sia economico, che ambientale. A tutto ciò va aggiunto anche la mancanza di fondali minimi di sicurezza e adeguati al naviglio passeggeri oggi in circolazione, che ha determinato la sospensione – si spera non definitiva – dei collegamenti verso la Croazia, assicurati negli ultimi 15 anni dalla Snav. Si tratta di un ulteriore danno economico e d’immagine per l’Abruzzo. A settembre dello scors anno, con l’entrata in vigore del decreto legge 169/16, si è avuta la riconferma del sistema portuale italiano con l’istituzione di 15 Autorità di Sistema Portuale, alle quali viene affidato un ruolo strategico di indirizzo, programmazione e coordinamento dei porti ricedenti nella propria area di competenza. Pescara fa parte del sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale con sede in Ancona. Abbiamo avuto un incontro a Pescara con i responsabili dell’Autorità Portuale per capire le strategie e avere chiarimenti circa l’operatività del nosto scalo, in attesa delle opere previste dal Piano regolatore Portuale risolvano in modo definitivo l’annoso problema dell’insabbiamento dei fondali del canale e della darsena commerciale. Oggi veniamo a conoscenza che il Comitato gestore dell’Autorità di Sistema, del quale fa parte anche un componente nominato dal Comune di Pescara, ha approvato il Piano Operativo Triennale di Sistema, che prevede per il nostro porto il dragaggio di soli 10mila metri cubi, indicando che tale dragaggio è già in essere, attribuendosi i meriti di un’opera che non è stata nè programmata, nè finanziata dall’Autorità e che all’atto pratico è del tutto inutile per riaprire al traffico marittimo il nostro scalo”.

Una situazione che ha finito per agitare le acque. Tanto che gli operatori, a questo punto, oltre a chiedere l’intervento della Regione, hanno proposto anche la sostituzione del rappresentante del comune di Pescara nel Comitato di Gestione.

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