Tavolo di confronto di Forza Italia su ‘Dal Gran Sasso al Mare’

“La costa abruzzese e la sua montagna devono tornare a unire le forze per riprenderci quei livelli decisionali sulle infrastrutture che oggi abbiamo perso. Tutto ciò che riguarda il porto e il mare si decide infatti ad Ancona, dove c’è l’Autorità Portuale; tutto ciò che riguarda le infrastrutture stradali si decide a Bari, dove c’è l’Anas. E l’Abruzzo resta fanalino di coda perché non ha un Progetto di sviluppo turistico, non ha servizi, non ha alberghi, non è capace di ‘vendere’ i suoi prodotti. Da oggi deve partire il rilancio, che passa dall’idea di uno sviluppo sostenibile del territorio”.

Lo ha detto il Capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri nel corso del Tavolo di confronto su ‘Dal Gran Sasso al Mare…Una grande Idea di Sviluppo, sostenibile’, ospitato all’interno dello stabilimento balneare ‘IppoBeach – Playa Segunda’ sulla riviera sud di Pescara. Presenti al dibattito, promosso dall’Associazione ‘Ambiente e/è Vita’, il Presidente Benigno D’Orazio, il Coordinatore regionale Patrizio Schiazza, il neo-rettore dell’Università ‘D’Annunzio’ di Chieti-Pescara Sergio Caputi, e il neo-sindaco de L’Aquila Pierluigi Biondi.

“La location del confronto non è stata scelta a caso – ha subito detto il Capogruppo regionale FI Sospiri -: abbiamo voluto uno stabilimento balneare sulla riviera sud perché quasi nessuno sa che alcune di tali strutture fanno parte del Parco Riserva Naturale dannunziana, e non comprendo perché questo ‘prodotto’ turistico non lo si possa o sappia vendere. Certo è che il turista devo farlo venire, devo dargli dei comodi parcheggi a due passi dal Parco e dal mare, certo è che quel parco deve sembrare un parco, e se il turista si stufa, io devo organizzare servizi capaci di portarlo in 30 minuti in montagna, sulla vetta più alta degli Appennini, ma anche qui devo permettergli di dormire e la verità è che oggi noi non abbiamo alberghi. Ecco perché oggi la politica ha necessità assoluta di far riferimento alle Associazioni Ambientaliste e alle migliori menti dell’Università, al fine di riconquistare la concretezza del ‘fare ciò che serve’. Costa e montagna hanno problemi gravissimi: a Pescara si dibatte sul taglio della diga foranea, e allora ricordiamoci che quella diga è stata costruita per proteggere i pescatori dai marosi che affondavano i pescherecci, solo che è stata realizzata male. L’onorevole Nino Sospiri, Sottosegretario alle Infrastrutture, aveva aperto il processo per studiare lo sviluppo del porto, un processo che si è purtroppo interrotto così come il sogno di realizzare gli impianti di risalita sul Gran Sasso. Ma il processo si può riprendere, e in questo senso la funzione dell’Associazione ‘Ambiente e/è Vita’ è quella di contrastare l’ambientalismo di maniera che sa solo dire ‘no’ e fare esposti, ma poi non sa dire di cosa dovrebbe vivere la nostra regione. Oggi il sindaco de L’Aquila Biondi ha un compito strategico importantissimo: governare il capoluogo di regione nella delicatissima fase della partenza reale della ricostruzione e di riconnettere il capoluogo con tutta la regione per essere noi tutti competitivi con le altre Regioni. Dobbiamo allearci per riprenderci il potere decisionale sul nostro sviluppo, e per farlo dobbiamo studiare, alleandoci con le nostre Università, superando la competizione tra Chieti e Pescara e creando processi di sviluppo sostenibile”.

“Oggi neanche la struttura Regione è adeguata alle dinamiche, che significa capire le differenze tra territori e saperle saldare – ha detto il sindaco de L’Aquila Biondi -. La sfida è saper coniugare le due realtà: l’Italia in salita, ad esempio, ha bisogno di un sistema di servizi, di standard adeguati alle popolazioni. Occorre superare il meccanismo della concorrenza interna, come quella che si è creata sul tema della Sanità: da mesi assistiamo alle volontà del Governatore regionale di realizzare un nuovo ospedale Pescara-Chieti con i DEA di secondo livello, ma nello stesso tempo si è cercato un indebolimento della sanità nelle zone interne che non ha senso perché la sanità aquilana non è in concorrenza con quella pescarese, l’Aquila con le sue eccellenze era l’ospedale con la maggiore mobilità attiva della Regione Abruzzo, non perché rubava ricoveri a Pescara, Chieti, Montesilvano, Pianella o Penne, ma perché riesce a importare pazienti soprattutto dal Lazio, l’Abruzzo interno ha un bacino di 8 milioni di persone sulla sanità, e questo significa che ha lo stesso bacino anche per il turismo, ed è su queste basi che dobbiamo saldare le nostre competenze. Dobbiamo capire che quando l’acqua non è balneabile a Pescara non si fa un danno solo a Pescara, ma a tutta la regione. Poi dobbiamo superare l’isolamento delle zone interne cui, sino a oggi, sono state date risposte insufficienti: penso all’elettrificazione de l’Aquila-Sulmona, che avrebbe consentito a L’Aquila di intercettare la ferrovia veloce su Sulmona. Oggi L’Aquila e le zone interne scontano un ritardo infrastrutturale perché non c’è stata coesione tra le zone costiere e le zone interne. La ricostruzione de L’Aquila è una sorta di New Deal, nella sola area del cratere ci sono 600milioni di euro di opere pubbliche e questo non può non interessare tutto l’Abruzzo”. “Su 30mila studenti iscritti all’Università ‘D’Annunzio’ – ha detto il neo-rettore Caputi – circa 12mila arrivano da fuori e il 20 per cento sceglie poi di restare a vivere in Abruzzo. Questo deve guidarci nelle scelte strutturali: dobbiamo potenziare gli ingressi da fuori verso l’Abruzzo. Qui abbiamo un aeroporto che non sta avendo sviluppi da troppo tempo. Lo studente ha bisogno di un servizio di autolinee fino alle 2 di notte, perché lo studente deve vivere. E quando mi chiedono di spostare questa o quella facoltà, ricordo che io non sposto le facoltà per far affittare 200 camere in questa o quella città, gli studenti non sono pedine. Sul mare, come sulla montagna, vanno riviste le concessioni: sul mare non si può piantare l’ombrellone e aspettare che arrivi il sole, occorrono piani di investimento che vanno fatti rispettare. Quest’anno se a Pescara il mare va meglio, è solo perché non piove e i fiumi non scaricano, appena arriverà la pioggia vedremo una fila di cartelli di divieto di balneazione. L’Università è vicino a tutto il territorio, ma occorre una maggiore sinergia con la politica e bisogna avere un Progetto di sviluppo turistico sostenibile: è assurdo che oggi la Regione non abbia un’Agenzia turistica”. Intanto, durante l’incontro l’Associazione ha consegnato una targa al Campione del Mondo di Vela D’Altura, l’aquilano Danilo Falzitti.