Lanciano, torna al suo splendore villa de Riseis

Dopo i lavori di manutenzione straordinaria, villa de Riseis e il parco sono tornati visibili. L’area e il fabbricato, risalente all‘800, è sottoposta a vincolo dei Beni culturali dal 2000, anno di acquisto da parte della Di Fonzo SpA. Gli interventi sono durati oltre un mese.

La costruzione probabilmente venne realizzata su commissione dalla famiglia Cappuccini di Lanciano, con la quale i De Riseis, provenienti da Scerni, contrassero matrimonio. “Da quanto si apprende dai carteggi esaminati all’Archivio di Stato di Lanciano, la famiglia De Riseis – si legge nel decreto di tutela della Soprintendenza per i beni archeologici, architettonici artistici e storici – ha occupato un posto di rilievo nella vita culturale e sociale della città per i suoi stretti legami di amicizia con le maggiori personalità della cultura e della politica”.

“Abbiamo eseguito una serie di lavori finalizzati a ripulire il parco, esteso circa due ettari. Sono state abbattute le piante pericolose per la sicurezza, quelle secche o in stato vegetativo compromesso e altre piante che hanno bisogno del diradamento. Un impegno economico per l’azienda – spiega il presidente Alfonso Di Fonzo – ma necessario quale azione di prevenzione anti incendio, per la villa stessa e per la prossimità all’ospedale cittadino, al tribunale e alle abitazioni di via del Mare, via per Frisa e via Panoramica”.

Il nuovo consiglio di amministrazione, recentemente insediato, sta valutando diverse opportunità di valorizzazione della villa e del suo parco, compatibilmente con lo strumento urbanistico vigente della città. Nel frattempo, ai passanti.

“Soprattutto ai tanti curiosi che, probabilmente preoccupati per la salvaguardia di questo polmone verde della città, si sono precipitati al parco durante i lavori immaginando chissà quali scempi – dice il presidente – voglio rassicurare loro e tutti i lancianesi che siamo i primi a voler tutelare il patrimonio della Di Fonzo S.p.A. Tant’è vero – precisa il presidente – che una buona parte dei costi dei lavori è da imputare allo smaltimento della notevole quantità di rifiuti rinvenuti lungo la recinzione, abbandonati illecitamente nella nostra proprietà”.

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